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DA BORDEAUX AL MONDO

Michel Rolland, uno dei più grandi enologi della nostra epoca, passa il testimone

Il flying wine maker sancisce di fatto la sua eredità cedendo la maggioranza delle azioni del suo Laboratoire alla nuova generazione di collaboratori
Bordeaux, JULIEN VIAUD, MASSETO, MICHEL ROLLAND, ORNELLAIA, Mondo
L’enologo Michel Rolland

Ha ceduto la maggioranza delle azioni del suo Laboratoire d’œnologie a Pomerol, tra i vigneti di Bordeaux (portato ai massimi livelli professionali insieme alla moglie Dany) a tre suoi collaboratori, e, così facendo, uno dei più grandi, se non il più grande, enologo della nostra epoca, passa il testimone - con discrezione - alla nuova generazione che si è formata sui suoi stessi passi: Michel Rolland, artefice di alcuni tra i più celebri vini al mondo, con quasi mezzo secolo di vendemmie all’attivo nei più prestigiosi territori del vino, fa un passo verso la “pensione” lasciando di fatto la sua eredità nelle mani di Julien Viaud, al suo fianco dal 2006, Jean-Philippe Fort e Mikael Laizet, accanto alla figlia Stéphanie.
In particolare, riporta TerredesVins.com, ad inizio 2020, la famiglia Rolland ha ceduto il 60% delle azioni del Laboratorio - ora “Rolland et Associés”, con 240 clienti in tutto il mondo - ai collaboratori, mantenendo il restante 40% e prevendo una graduale uscita dal piano azionario nei prossimi 5 anni. Iniziata negli anni Settanta, quella dei Rolland, è una storia di assoluto successo nel mondo del vino, grazie ad una moderna idea di vinificazione che ha contribuito a portare alla ribalta mondiale i vini di Bordeaux, e dalla Francia, esportata con lo stesso successo, dalla California all’Argentina, senza dimenticare l’Italia, e la firma in vini-mito come il Masseto e l’Ornellaia. Operativamente, la continuità e la gestione sono già affidate a Viaud e alla figlia, che hanno dato impulso al Laboratorio con una serie di investimenti per l’ammodernamento per andare sempre più incontro alle richieste dei clienti, accanto al progresso enologico, in un’ottica di maggiore expertise e sostenibilità.
Rolland, che consegna “il testimone di un’attività in ottima salute a collaboratori in cui ho piena fiducia e con i quali ho lavorato a lungo. Ma non mi ritirerò, continuerò la mia attività in relazione a una dozzina di realtà francesi che sono vicine al mio cuore e che sostengo personalmente, ma anche con gli Stati Uniti e il Sud America. Ma farà sempre meno”.
“Michel - ha detto Viaud - è stato l’artefice di una rivoluzione enologica, soprattutto in termini di maturazione e sanità delle uve, andando controccorente. L’intenzione è quella di continuare questa tradizione, affinando il profilo aromatico dei vini e contribuendo a produrre vini di territorio, prodotti per essere venduti ma anche bevuti”. Una grande sfida, in questo particolare momento, e in vista delle criticità della prossima vendemmia.

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