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CALDO E SICCITÀ

Montecucco, nel grande incendio di Cinigiano nessuna vittima e salvi i vigneti. Ma l’allerta è alta

Giovan Battista Basile (Consorzio Vini Montecucco): “bisogna semplificare le procedure per la realizzazione di invasi”
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Montecucco, nel grande incendio di Cinigiano nessuna vittima e salvi i vigneti

Non ha fatto vittime, ed è la cosa ovviamente più importante, ed è ormai quasi completamente domato l’enorme incendio divampato il 24 luglio, in Maremma, ed in particolare a Cinigiano, nel cuore del Montecucco, uno dei territorio più belli e intatti del vino di Toscana, a due passi da Montalcino. 750 ettari di boschi e campi sono stati bruciati, diverse famiglie evacuate, ed ancora restano disservizi alle comunicazioni e non solo. Le vigne, come già riportato da WineNews, sono salve, fa sapere il Consorzio Vini del Montecucco, che ha la sede proprio a Cinigiano, ma l’allerta resta altra.
“Fortunatamente non si registrano vittime, né danni importanti a strutture e colture grazie al tempestivo l’intervento dei vigili del fuoco e del Vab Vigilanza Antincendi Boschivi - spiega una nota del Consorzio, che ha la sua sede proprio a Cinigiano, nella piccola frazione di Poggi del Sasso - nonché della Protezione Civile che ha aiutato le operazioni di evacuazione di tutti gli abitanti del paese, sia in via precauzionale sia perché il fumo ha reso irrespirabile l’aria. A tutti loro ed al Sindaco Romina Sani, che ha svolto un prezioso lavoro di coordinamento, va il nostro ringraziamento. La nostra solidarietà va alla famiglia che ha perso la casa e a tutti gli agricoltori che hanno subìto danni alle coltivazioni, agli annessi e alle produzioni”.
Ma non è soltanto un caso che vigneti e campi coltivati non siano stati colpiti dalle fiamme: rilevante infatti l’intervento dei produttori e degli agricoltori della zona che hanno contribuito a domare parte degli incendi e ad evitare che si propagassero ulteriormente, arginando letteralmente il fuoco e salvando le proprie colture. Utilissima la presenza degli invasi della Tenuta ColleMassari (una delle cantine di riferimento del territorio, ndr), che hanno consentito un rapido prelievo di acqua da parte dei mezzi antincendio. E di fronte alle calamità di questa portata, è inevitabile riaprire un dibattito che negli ultimi anni sta interessando il settore agricolo non solo toscano.
“Il caldo torrido e l’assenza di precipitazioni degli ultimi mesi hanno contribuito in maniera importante a provocare un incendio di così vasta portata, che ha raggiunto un’estensione di 750 ettari. Ora più che mai diventa necessario semplificare le procedure per la realizzazione di invasi, per contrastare l’emergenza idrica provocata dai cambiamenti climatici e che affligge il nostro comparto” dichiara il Giovan Battista Basile alla guida del Consorzio Montecucco.
“Sono ormai innumerevoli le segnalazioni da parte delle nostre aziende che nelle ultime stagioni produttive, per far fronte alla morsa della siccità, sono obbligate ad intervenire regolarmente sui campi e in vigna con irrigazione di soccorso”.
“Sostenibilità e rispetto del territorio sono da sempre i nostri asset - aggiunge Basile - e l’80% della nostra produzione è certificato bio, ma questo non basta a tutelarci. Subiamo, come tutti, gli effetti negativi del cambiamento climatico ed eventi atmosferici e naturali sempre più gravi ed estremi sono ormai all’ordine del giorno. La comunità internazionale deve, con urgenza, realizzare concretamente tutti i passaggi necessari per contenere l’innalzamento della temperatura globale. Non è più possibile esitare e perdere altro tempo prezioso”.

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