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VINO E TERRITORI

Nasce “Simposio”, il progetto per prevedere la shelf life del Soave

Università di Verona e Consorzio insieme per studiare la capacità del vino di resistere agli stress della conservazione e del trasporto
SHELF LIFE, SOAVE, UNIVERSITÀ DI VERONA, Italia
Nasce “Simposio”, il progetto per prevedere la shelf life del Soave

Sviluppare nuove tecnologie per riuscire a prevedere la shelf life di un vino, ovvero la sua capacità di resistere agli stress della conservazione e del trasporto. È l’obiettivo di “Simposio”, il nuovo progetto finanziato dalla Regione Veneto che riunisce il Consorzio del Soave, i dipartimenti di Biotecnologie e di Informatica dell’Università di Verona e la società Edalab.
Rispetto ad altre iniziative maggiormente incentrate sull’impiego di tecniche di analisi complesse e costose, “Simposio” si propone di creare un sistema di classificazione della shelf life dei vini Soave basato su analisi elettrochimiche e colorimetriche facilmente implementabili in cantina, abbinando a tali approcci soluzioni IoT (Internet of Things) e tecniche di intelligenza artificiale per lo sviluppo di un modello predittivo che potrà essere utilizzato in cantina come aiuto all’enologo nel miglioramento delle tecniche produttive volte ad aumentare la shelf-life dei vini, per la riduzione delle dosi di impego della SO2 e come supporto decisionale nel posizionamento sul mercato dei vini prodotti.
Uno strumento utilissimo quindi per capire quali sono quelle caratteristiche che fanno del Soave uno dei vini bianchi che meglio si esprime con l’affinamento in bottiglia. A Soave si è iniziato a parlare di longevità dei bianchi già nei primi anni 2000 con la manifestazione “Tutti i colori del bianco”. L’evoluzione dei vini bianchi, la terziarizzazione, alcune volte accompagnata dall’elevazione, è infatti uno dei fenomeni enologici più interessanti. Questo è il motivo alla base della ricerca, per dare ai produttori di Soave una nuova e innovativa chiave di lettura, soprattutto per la valorizzazione dei cru recentemente approvati anche dalla Comunità Europea.
“Il Consorzio del Soave si conferma uno dei più attenti all’innovazione - spiega il direttore del Consorzio Aldo Lorenzoni - questo momento stiamo seguendo una decina di progetti assieme alle Università di Venezia, Padova e Verona, rivolti alla viticoltura sostenibile, alla tutela del paesaggio e all’innovazione nel settore enologico. Stiamo lavorando in sinergia con le nostre imprese, rispondendo alle sfide che devono affrontare ogni giorno. I risultati saranno quindi condivisi e messi a disposizione perché diventino un patrimonio di tutti”.

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