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DATI

Negli ultimi 12 mesi i consumi enoici in Usa tornano ad essere trainati dalla premiumisation

Secondo il Price Tier Performance by SipSource, tornano a correre le vendite delle fasce di prezzo più alte, sia nei vini fermi che negli sparkling

Il 75% delle bottiglie di vino acquistate in Usa negli ultimi 12 mesi (febbraio 2021-febbraio 2022), sia sul canale on-premise che sul canale off-premise, sono collocabili su una fascia di prezzo inferiore agli 11 dollari a bottiglia, e nello stesso periodo, dopo i trend registrati nel periodo della pandemia, sono tornati a correre gli acquisti dei vini di fascia premium, sia fermi che bollicine, come emerge dai dati del primo Price Tier Performance dedicato al vino e agli alcolici by SipSource per la Wine & Spirits Wholesalers of America, l’associazione dei grossisti americani capace di segmentare in maniera diretta il mercato, che segna una decisa virata verso la premiumisation, stoppata solo dall’emergenza Covid.

Dai numeri di Sipsource, così, emerge che le vendite dei vini fermi sotto i 4,50 dollari a bottiglia (che valgono a volume il 25,6% del mercato) sono calati del 12,7%. In calo, del 12%, anche la fascia 4,50-7,99 dollari a bottiglia, che rappresenta il 32,7% del mercato. La fascia 8-10,99 dollari a bottiglia (che vale il 16,1% degli acquisti Usa) perde l’11,2%, stabili invece le vendite dei vini sullo scaffale (o in carta) tra gli 11 ed i 14,99 dollari (14,4% del mercato), che perdono solo lo 0,8%. Crescono, al contrario, le tre fasce di prezzo più alte. Gli acquisti di bottiglie tra i 15 ed i 24,99 dollari a bottiglia (9,2% del mercato), che rappresentano il 9,2% delle bottiglie, crescono del 9,9%. Bene anche la fascia 25-44,99 dollari (1,7% delle bottiglie vendute), che segna il +13,1, ma il boom è quello dei vini sopra i 50 dollari a bottiglia (0,5% del mercato), cresciuti del 35,4%.

Diverso, invece, il quadro che riguarda gli sparkling. Come abbiamo raccontato e ricordato spesso, infatti, la categoria degli spumanti ha patito più di tutte la pandemia: con i bar, i ristoranti ed i locali chiusi è mancato il driver principale al consumo di bollicine, ossia la voglia di celebrare e condividere. La ripresa delle vendite negli ultimi 12 mesi, così, riguarda tutte le fasce di prezzo, considerata una segmentazione diversa per gli sparkling. Le vendite delle bottiglie sotto i 7,99 dollari, che valgono a volume il 34,8% del mercato, sono cresciute del +11,3%. La fascia 8-12,99 dollari (26,6% del mercato) segna invece il +2,9%. Meglio la fascia 13-17,99 dollari a bottiglia (21,7% delle vendite), che cresce del 10,8%. I vini tra i 18 ed i 34,99 dollari, ossia il 10,2% delle vendite, segnano una crescita del +20,2%. La fascia 35-74,99 dollari a bottiglia, che vale il 6,2% del mercato degli sparkling, è cresciuta del +21,9%. Infine, le bottiglie sopra i 75 dollari (0,6% delle vendite della categoria), che, negli ultimi 12 mesi, hanno fatto segnare un +29,4% delle vendite.

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