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VINO & CINEMA

Nel dialogo con Ernesto Abbona, la passione per il vino di Stefano Accorsi

Sulla terrazza dei Marchesi di Barolo, nei giorni di Collisioni, l’incontro tra lo storico produttore di Barolo e l’attore

“Dopo Langhe Roero e Monferrato ed il Passito di Pantelleria, anche le Colline del Prosecco di Conegliano e Valdobbiadene hanno ricevuto il riconoscimento Unesco a Patrimonio dell’Umanità, ed è l’ennesima testimonianza di come il vino faccia parte a pieno titolo del panorama culturale italiano, esattamente come il cinema, magari legato a momenti ben precisi, specie emotivamente. È questo lo spirito con cui vi accogliamo qui a Barolo nei giorni di Collisioni, e ci piacerebbe sapere, in questo senso, qual è il vostro rapporto con il vino, se lo bevete, se fa parte del vostro quotidiano o meno”. Così, Ernesto Abbona, a capo della storica griffe Marchesi di Barolo, nei giorni di Collisioni, sveste per un momento i panni del produttore e del presidente dell’Unione Italiana Vini - Uiv, e si inventa giornalista, accogliendo sulla terrazza che domina la capitale delle Langhe uno degli attori più importanti del cinema italiano degli ultimi vent’anni, Stefano Accorsi. Che, svestiti i panni dell’attore, si rivela vero wine lover. “Finito di girare l’ultimo film (“La Dea Fortuna” di Ferzan Ozpetek, ndr), qualche giorno fa, la mia rovina è diventata immediatamente l’applicazione Vivino. Durante le settimane di riprese, tendenzialmente non bevo, ma il vino per me è qualcosa che ha sempre fatto parte della mia vita. Mio padre comprava intere damigiane, in Romagna, e lo imbottigliava in casa, a me piace tantissimo. Quando mi sono sposato, come bomboniera abbiamo regalato una bottiglia di olio ed una di vino prodotte in Toscana dalla mia agente di allora. Oggi, invece, c’è molta più cultura del vino, conosco tanti amici decisamente competenti, del cinema e non, che dedicano interi weekend alla scoperta di territori ed aziende”. La chiusura, però, è tutta del presidente dell’Unione Italiana Vini - Uiv, che rivolgendosi a Stefano Accorsi, raccomanda a “voi, che date un’immagine immediata delle cose attraverso i vostri film, di raccontare il vino come merita, non come un alcolico qualunque, ma come elemento che nutre, che crea il convivio, che contribuisce alla dieta quotidiana”. Che sia nato un nuovo asse, sulle coordinate di Barolo, tra il mondo del vino e quello del cinema? Di certo, i rapporti sono buoni, da sempre, l’augurio è che diventino ... idilliaci.

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