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NEL MONDO È “ROSÉ PASSION”: 1 BICCHIERE DI VINO SU 10 BEVUTO NEL PIANETA È “ROSA”, E PRODUZIONE SU DEL 13% IN 8 ANNI. IL 5 MAGGIO, A OTRANTO, I PREMIATI DEL “CONCORSO NAZIONALE VINI ROSATI D’ITALIA N.1”, BY REGIONE PUGLIA & POLITICHE AGRICOLE

1 bicchiere di vino su 10 bevuto nel mondo è rosé. Una passione, quella per la “vie en rose” dell’enologia che cresce in tutto il mondo, tanto che la produzione è cresciuta del 13% negli ultimi 8 anni, arrivando a 25,3 milioni di ettolitri nel mondo, il 75% dei quali arriva da Francia (primo produttore mondiale), Italia, Stati Uniti (il Paese che ne beve di più, il 35% del totale) e Spagna. A dirlo i dati del “Mondial du Rosé” 2012, di scena, nei giorni scorsi, a Cannes. E per sapere quali sono i migliori rosati d’Italia, l’appuntamento è il 5 maggio, nel Castello Aragonese di Otranto, per il verdetto del “Concorso Nazionale Vini Rosati d’Italia n.1” (www.concorsorosatiditalia.it), by Regione Puglia & Ministero delle Politiche Agricole, alla presenza, tra gli altri, del Ministro Mario Catania, del Presidente della Regione Nichi Vendola, e dell’Assessore alle Risorse Agroalimentari Dario Stefàno. A parlare de “I rosati e il loro consumi” ci saranno anche il direttore generale dell’Organisation Internationale de la Vigne et du Vin Federico Castellucci, il presidente dell’Union International Oenologues Serge Dubois, il direttore di Assoenologi Giuseppe Martelli, e Antonio Calò, presidente dell’Accademia Italiana della Vite e del Vino. Un appuntamento importante per fare il punto della situazione su quella che è una risorsa storica dell’enologia italiana, troppo spesso sottovalutata.
La struttura produttiva del settore vitivinicolo, per il segmento dei vini rosati, secondo un’indagine dell’Accademia, è stata caratterizzata, nel 2010, da un aumento del 10% in quantità sul 2009: in particolare, la tendenza produttiva negli ultimi due anni mostra un incremento nella produzione di vino Igt e Spumante ed una riduzione nella produzione di vino a Denominazione di Origine: il 40 % della produzione è localizzata nella regione Puglia, seguono il Veneto, la Lombardia, la Toscana, l’Emilia Romagna e la Calabria. Sul dinamismo della produzione di vini rosati, meno facilmente interpretabili appaiono i dati del consumo nazionale e regionale, ma sembrano emergere tendenze interessanti: nonostante il consumo di vini rosati rimanga ancora marginale rispetto a vini bianchi e rossi, il segmento dei rosati è quello che ha registrato il maggior incremento dei consumi sia a livello mondiale che a livello italiano. Il vino rosato, nel 2010, rappresenta il 4% medio del totale del vino da tavola bevuto nell’anno, e l’1% dei vini a denominazione d’origine. In termini di valore, invece, il vino rosato scende ulteriormente di incidenza per i vini comuni (3%) mentre mantiene il suo valore per le denominazioni di origine.
L’indagine sulle occasioni e preferenze di consumo, ha permesso di ottenere informazioni nuove e rilevanti sul comportamento di scelta dei vino rosato: i consumatori sono distribuiti equamente fra maschi e femmine in una fascia di età compresa fra i 30 e i 39 anni. Il 58% degli intervistati è sposato o convive con il partner e solo il 30% ha uno o più figli. Il 90% ha ottenuto il più alto grado di istruzione, solo il 10% ha un diploma di maturità. Gli occupati a tempo pieno rappresentano l’80% del campione, mentre gli altri si distribuiscono fra studenti, lavoratori part-time, casalinghe o altro. Un’ampia maggioranza di intervistati ha dichiarato un reddito annuale superiore ai 70.000 euro, il 40% del campione consuma una o due bottiglie alla settimana (1 o due bicchieri al giorno). Fra coloro che non consumano vino quotidianamente, la classe di frequenza più numerosa è “un bicchiere ogni due o tre giorni”, che supera “da due a quattro bicchieri al giorno (2-5 bottiglie a settimana)”. Alla domanda “Come identifica un vino rosato?” l’85% ha dichiarato di riconoscerlo come un vino prodotto con particolari tecniche, e solo il 15% come una miscela fra vino bianco e vino rosso. Il 65% degli intervistati ha localizzato la produzione per quantità all’estero, indicando la Francia come il paese produttivo più importante per notorietà, solo il restante 35% ha assegnato all’Italia il primario. Tra questi, la regione di provenienza sembra essere molto confusa: emergono infatti Puglia, Veneto, Marche, Calabria e Sicilia.
Il 100% ha dichiarato di aver consumato almeno una volta vino rosato: il 25% meno di un mese fa, il 40% da uno a tre mesi fa, il 30% più di un mese fa, ed il 60% ha dichiarato di averlo consumato nella tipologia di “non frizzante”. Il 40% ha indicato fra le occasioni di consumo “aperitivo fuori casa”, un 10% di averlo “assaggiato durante una degustazione guidata”, mentre il restante 50% è distribuito fra “pranzo o cena a casa con amici” e “pranzo o cena fuori casa con amici”. Un interessante informazione riguarda l’acquisto di vino rosato: il 70 % degli intervistati non ha mai acquistato una bottiglia di vino rosato, confermando quanta strada ci sia ancora da fare e quante possibilità ci siano da esplorare.

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