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“RESTAURANT BEVERAGE TRENDS”

Non solo il cibo, anche le bevande stanno diventando un fattore trainante per i ristoranti

Lo spiega un report della National Restaurant Association Usa: un trend soprattutto per i giovani che amano ordinare ciò che non è replicabile a casa
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Non solo il cibo, anche le bevande stanno diventando un fattore trainante per i ristoranti

Non solo un semplice extra per accompagnare il pasto, ma un fattore trainante per il locale. Le bevande stanno diventando uno dei motori di crescita più dinamici e innovativi nel settore della ristorazione. Almeno secondo il report “Restaurant Beverage Trends” 2026 della National Restaurant Association americana, realizzato in collaborazione con The Coca-Cola Company, che evidenzia il ruolo crescente che il beverage sta svolgendo nel coinvolgere i consumatori e nell’attrarre clienti nei ristoranti. La stragrande maggioranza (87%) degli operatori di ristorazione a servizio completo (locali classici) e l’80% degli operatori di ristorazione a servizio limitato (fast food, baracchini, pizzerie al taglio) affermano, infatti, in base alla loro esperienza, che le bevande possono essere un fattore determinante per l’affluenza, mentre la maggioranza in entrambe le categorie ritiene che offrire una maggiore varietà di bevande sia oggi più importante di tempo fa. E a riprova di questo, il 72% dei consumatori intervistati afferma che i ristoranti sono un buon posto per conoscere bevande mai provate prima, soprattutto i più giovani: il 71% sia dei clienti sia della GenZ che Millennials afferma, per esempio, che le loro bevande preferite al ristorante offrono esperienze di gusto difficilmente replicabili a casa. Mentre il 54% dichiara di apprezzare la possibilità di sperimentazione che viene offerta dai menù, anche se, oltre la metà dei consumatori desidererebbe una maggiore varietà.
“Per i consumatori di oggi le bevande sono molto più di un semplice drink, perchè cercano qualcosa di personale, memorabile e per cui valga la pena uscire di casa - spiega Michelle Korsmo, presidente e Ceo National Restaurant Association - il nostro report evidenzia un’opportunità per gli operatori del settore. Le bevande possono aiutare, infatti, i ristoranti a distinguersi, offrire un qualcosa in più ai clienti e stimolare una crescita del comparto attraverso esperienze di alto livello, sapori unici e opzioni personalizzabili”.
Un concetto che sottolinea anche Dagmar Boggs, presidente Foodservice & On-Premise per The Coca-Cola Company in Nord America: “non è un segreto che le bevande siano uno dei modi più efficaci con cui i ristoranti possono creare esperienze memorabili, fidelizzare la clientela e generare una crescita redditizia. I consumatori di oggi cercano maggiore scelta, personalizzazione e la possibilità di scoprire nuovi prodotti quando bevono. E i ristoranti sono nella posizione ideale per soddisfare queste aspettative”.
Inoltre, in un panorama come quello attuale dove i consumatori sono un po’ più attenti del solito al rapporto qualità prezzo, gli acquisti di sole bevande al ristorante sono sempre più diffusi: il 37% lo fa almeno una volta alla settimana (50% la GenZ e 47% i Millennials). Con la crescente selettività dei consumatori nella spesa discrezionale, infatti, le bevande si configurano sempre più come un piacere accessibile e un’occasione a sé stante. Sebbene i consumatori ordinino spesso bevande quando mangiano sul posto, il tasso di acquisto di bevande rimane, tuttavia, inferiore per gli ordini da asporto e a domicilio. Il report suggerisce, infatti, come una delle principali opportunità di crescita per i locali, sia investire sull’innovazione del packaging. Anche perché l’83% dei clienti che ordinano cibo a domicilio afferma che includerebbe più spesso bevande negli ordini se un packaging migliorato consentisse ai ristoranti di offrire una maggiore varietà di bevande. Tra i consumatori della GenZ e Millennials, questa percentuale sale all’89%. Inoltre, anche due terzi dei ristoratori ammettono che aumenterebbero la promozione delle bevande per le consegne a domicilio se un packaging migliorato facilitasse il trasporto.
I dati suggeriscono anche che i consumatori di oggi non si limitano a ordinare bevande: vogliono novità, possibilità di personalizzare e vivere esperienze da raccontare. L’interesse per le degustazioni, gli abbinamenti cibo-bevande, le bevande di provenienza locale e gli eventi speciali indica un cambiamento più ampio nel modo in cui i clienti interagiscono con l’offerta di bevande. Questo cambiamento, che è in linea con le previsioni culinarie dell’indagine “What’s Hot Culinary Forecast” 2026 della National Restaurant Association, evidenzia, appunto, una crescente domanda da parte dei consumatori di bevande funzionali, incentrate sul benessere, personalizzabili e che possano rappresentare un momento autentico. Così anche i ristoratori stanno rinnovando i menù per soddisfare la domanda in continua evoluzione. I locali con servizio limitato si concentrano su categorie in crescita come caffè (46%), tè (31%), frullati (29%), limonate (27%), energy drink (26%) e bevande salutari (24%), mentre quelli con servizio completo stanno ampliando l’offerta di alcolici, sia tradizionali che emergenti, tra cui cocktail (55%), cocktail analcolici (49%), birra (45%), vino (42%) e birra analcolica (39%).

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