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LO SCENARIO

Agricoltura Ue, il Copa-Cogeca chiede misure urgenti contro la crisi climatica

I vertici delle rappresentanze agricole europee a confronto con il Commissario all’Agricoltura, Christophe Hansen, in vista del Consiglio Agrifish
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Agricoltura Ue, il Copa-Cogeca chiede misure urgenti contro la crisi climatica

Mentre un’agricoltura sempre più provata dagli effetti del cambiamento climatico vede aggravarsi le proprie difficoltà, la politica europea torna al lavoro e le rappresentanze di filiera rialzano la voce chiedendo interventi urgenti e strutturali. È questo il messaggio portato avanti da Massimiliano Giansanti, presidente Confagricoltura e del Copa, la principale organizzazione di rappresentanza degli agricoltori europei, che insieme ai vertici del Cogeca, che rappresenta le cooperative agricole dell’Unione Europea, nei giorni scorsi, ha incontrato il Commissario Europeo all’Agricoltura Christophe Hansen ed il Ministro dell’Agricoltura irlandese Martin Heydon, in rappresentanza della Presidenza irlandese, in vista del prossimo Consiglio Agrifish di Dublino (6-8 settembre).
Nel confronto, i rappresentanti del Copa-Cogeca dei Paesi più colpiti dagli eventi meteorologici estremi dell’estate hanno presentato un’analisi dettagliata che evidenzia il diffuso deterioramento dell’agricoltura europea. Secondo il rapporto, le aree maggiormente interessate si trovano nel Sud, Centro e Ovest Europa, con Slovenia, Austria, Francia e Italia tra i Paesi che registrano le conseguenze più pesanti. Danni significativi sono stati segnalati anche in Spagna, Ungheria, Germania, Croazia, Repubblica Ceca, Irlanda e Romania.
Le colture erbacee risultano tra le più colpite: cereali, mais e semi oleosi hanno subito pesanti riduzioni produttive. Per il mais, in particolare, le perdite raggiungono il 50-70% in Slovenia, il 40% in Francia e il 20-25% in Italia, con punte fino al 70% nelle aree non irrigue. Colpite duramente anche patate, barbabietole da zucchero e ortaggi, soprattutto nei territori con minore disponibilità idrica. Frutta, uva e olive hanno risentito dello stress da calore con scottature, caduta precoce dei frutti e diminuzione di qualità e dimensioni delle produzioni. Le situazioni più critiche sono state registrate in Croazia, Italia, Slovenia e Spagna; in Croazia la produzione frutticola, e in particolare quella vitivinicola, è stimata in calo di circa il -30%, mentre oltre il 90% degli oliveti non dispone di sistemi irrigui.
La crisi riguarda anche la zootecnia. La riduzione di pascoli e foraggi ha determinato un forte calo nella produzione di fieno, con perdite di almeno il 50% in Ungheria e comprese tra il 30% e il 90% nelle aree tedesche interessate dalla siccità. Carenze di mangimi vengono segnalate, inoltre, in Francia, Slovenia, Spagna e Irlanda. In alcune aree, Italia compresa, la produzione di latte è già diminuita tra il -10% e il -15%, mentre il benessere animale risulta compromesso dalle temperature elevate. L’aumento degli acquisti di mangimi sta, inoltre, facendo crescere i costi di produzione e alimenta le preoccupazioni per i prossimi mesi.
Per il Copa-Cogeca la crisi climatica si somma a quella dei fattori produttivi e ai rincari di fertilizzanti ed energia, trasformandosi in una minaccia non solo per i raccolti, ma anche per la stabilità economica delle imprese, l’inflazione e la sicurezza alimentare europea. Le misure adottate finora, prevalentemente nazionali o regionali, vengono giudicate insufficienti rispetto alla dimensione del problema. Per questo l’organizzazione chiede una risposta europea più rapida e incisiva, con interventi immediati a sostegno della liquidità delle aziende agricole, maggiore flessibilità nell’utilizzo degli strumenti della Politica agricola comune (Pac), un più forte coordinamento tra Stati membri e investimenti per varietà più resilienti, gestione delle risorse idriche, infrastrutture irrigue e sistemi di gestione del rischio. Nel medio periodo, vengono, inoltre, richiesti interventi sulle Direttive Nitrati, la sospensione del Cbam (Carbon Border Adjustment Mechanism, la tassa ambientale dell’Unione Europea che serve a parificare il costo delle emissioni di Co2 tra i prodotti fabbricati nell’Ue e quelli importati da Paesi extra-Ue a prevenzione della delocalizzazione industriale, ndr) e l’attuazione dell’Omnibus Food and Feed (un pacchetto di misure promosso a livello europeo per semplificare e velocizzare le norme che riguardano alimenti, mangimi e produzione agricola, riducendo gli oneri burocratici per agricoltori e imprese, ndr) per ridurre gli oneri burocratici e favorire l’accesso a strumenti e prodotti efficaci per la difesa delle colture.
Secondo Confagricoltura e Copa-Cogeca, l’estate appena trascorsa ha dimostrato che gli eventi meteorologici estremi non rappresentano più un’eccezione. Per costruire la resilienza del settore, sostengono gli agricoltori, servono un chiaro indirizzo politico di lungo periodo e adeguate risorse finanziarie. La futura Pac, l’Ocm e il Fondo europeo per la competitività dovranno garantire la capacità di investimento necessaria per sostenere adattamento, innovazione, gestione dell’acqua e strumenti di gestione del rischio.

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