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Non solo Italia: il Gambero Rosso giudica i migliori ristoranti tricolore nel mondo. Ecco la guida on line “Top Italian Restaurants”. Premi speciali: ristorante dell’anno Era Ora di Copenaghen, chef Alessandro Cozzolino del Grissini di Hong Kong

L’Era Ora di Copenaghen è il Ristorante dell’Anno (l’executive chef è Antonio Di Criscio), lo Chef dell’Anno è Alessandro Cozzolino, executive chef del ristorante Grissini di Hong Kong, l’Apertura dell’Anno è quella del Rigò a Londra, fondato dallo chef Gonzalo Luzarraga e da Francesco Ferretti, la Carta dei Vini dell’Anno è quella del Ristorante Acquerello di San Francisco di Giancarlo Paterlini e Suzette Gresham, mentre la pizza dell’Anno è quella del Bijou di Parigi, di Gennaro Nasti: ecco i premi speciali di “Top Italian Restaurants” (www.gamberorosso.it/restaurants), la nuova guida del Gambero Rosso che giudica i migliori ristoranti e locali dedicati al cibo italiano nel mondo. Uno strumento solo on line, pensato per chi va “alla caccia di quei ristoranti di tutto il mondo capaci davvero di valorizzare l’italianità autentica in tavola”.
Al momento “sono 300 i locali inseriti - ha precisato il presidente del Gambero Rosso Paolo Cuccia - ma l’app è in continuo aggiornamento per monitorare una realtà, quella della ristorazione italiana nei cinque continenti, che cambia a una velocità incredibile. Per questo è in formato digitale, con l’obiettivo di recensire mille indirizzi Top, da fine dining, enotavole e pizzerie, entro due anni”.
19 i ristoranti italiani premiati con “Tre Forchette” in giro per il mondo, 10 le migliori enotavole e wine bar, 12 le pizzerie, in un panorama da cui, in generale, emerge una giovane generazione di chef ed imprenditori del cibo che portano nel mondo il vero made in Italy.
“Il nostro magazine - ha detto il curatore Lorenzo Ruggeri - svela la “young generation chef”. Tutti i premiati hanno meno di 35 anni, non vogliono cucinare i “soliti noti” ed esprimono freschezza e creatività nei piatti, ma anche forti radici”.

“Oggi - a giudizio del team di critici gastronomici - è più facile mangiare bene italiano a Tokyo e a Copenaghen che nelle vicine Germania e Svizzera, dove spesso ci si reinventa chef con produzioni “italian sounding”. Tra i prodotti italiani più in voga la ’nduja calabrese per dare piccantezza, mentre si fa anche grande uso di burrata, ma spesso questa specialità pugliese è bistrattata. “Top Italian Restaurants” - ha concluso Cuccia - nasce con l’esigenza di premiare i portavoce del made Italy nel mondo e contribuire a internazionalizzare il sistema-Paese. Inoltre con l’utilizzo intelligente della nostra banca dati, con 50.000 big data, segna una pagina nuova per il Gambero Rosso che vuole trasformare in digitale anche la formazione a distanza”.

Focus - Le 19 “Tre Forchette” di “Top Italian Restaurants”
Acquarello a Monaco;

Acquerello a San Francisco;

Aromi a Praga;

Balzi Rossi a Mosca
8 ½ Bombana a Hong Kong;

Era Ora a Copenaghen;

Faro Shiseido a Tokyo;

Fiola a Washington;
Gattopardo a New York;

Grissini a Hong Kong;

Heinz Beck a Tokyo;

Il Ristorante Luca Fantin a Tokyo;

Locanda Locatelli a Londra;

Lumi a Sydney;

Marea a New York;

Mio a Pechino;

Ormeggio a Sydney;

Passerini a Parigi;

Tosca a Hong Kong

Focus - Le 10 migliori enotavole e wine bard di “Top Italian Restaurants”
Babbo a New York;

Bar centrale Terroni a Toronto;

Enoteca Turi a Londra;

Gallo Nero ad Amburgo;

Garibaldi a Singapore;

Trattoria Popolare ad Oslo;

Osteria del Becco a Città del Messico;

Osteria Mozza a Singapore;

Vini Italiani South Kensington a Londra;

Valentino a Santa Monica

Focus - Le 12 migliori pizzerie italiane nel mondo secondo “Top Italian Restaurants”
Bijou a Parigi;

Leggera Pizza Napoletana a San Paolo;

Luigia a Ginevra;
Napoli sta’cca a Tokyo;

Ribalta a New York;

Montesacro a San Francisco;
PizzAperta, a Sydney;
Radio Alice a Londra;

Sotto a Malta;

Una Pizza Napoletana a San Francisco

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