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Nuova Zelanda, tempi duri per i vignaioli, i prezzi scendono … Romania: buona vendemmia, consumi in calo … Usa: crisi, ma più consumi di vino … Degustatori, attenti ai pinoli cinesi o pakistani … Angola: dal 2014 produrrà vino
di Andrea Gabbrielli

- Nuova Zelanda, tempi duri per i vignaioli, i prezzi scendono
Malgrado i crescenti successi internazionali del Sauvignon blanc sul mercato di tutto il mondo, per i vignaioli neozelandesi i tempi sono molto duri: a fronte del calo del prezzo delle uve, si registra un aumento dei costi di produzione. Il prezzo di una tonnellata di Sauvignon blanc è passato da $ 2363 (1135 €) del 2008 a $ 1650 (793 €) en 2009. Inoltre le cantine che acquistano le uve hanno chiesto ai viticoltori di eliminare parte delle uve prima della vendemmia in modo di abbassare la resa produttiva. Molti produttori hanno stipulato dei contratti per ridurre la produzione di 2,5 tonnellate o più per ettaro. La situazione inoltre si è fatta difficile anche a causa del decollo del dollaro neozelandese che in un anno ha guadagnato il 30% su quello americano, che ha contribuito all’aumento dei costi. I vignaioli neozelandesi ora sperano in una gelata primaverile che limiti la produzione in modo di riequilibrare l’offerta e la domanda, e quindi anche i prezzi.

- Romania, buona la vendemmia ma consumi in calo
Il Patronatul National al Viei si Vinului (Pnvv), l’associazione nazionale dei produttori di uva e di vino della Romania, in un comunicato, ha stimato che la vendemmia 2009 darà vita a 6 milioni di ettolitri di vino con un incremento, sulla media delle ultime due annate, del 5-10%. L’andamento stagionale è stato particolarmente favorevole, con piogge abbondanti in inverno, a cui è subentrata una primavera e un’estate, soleggiata e di bel tempo. Queste condizioni sono state particolarmente favorevoli nell’area della Dobroudja. Nelle altre zone l’aumento della produzione è anche da imputare agli investimenti effettuati negli ultimi anni per ammodernare e ristrutturare i vigneti. Attualmente si stima che siano 3.000 ettari all’anno i vigneti reimpiantati. Anche per il 2009, la Romania conferma i suoi obiettivi di realizzare un volume di affari di 450 milioni di euro. In questi ultimi anni, il mercato del vino è sempre cresciuto costantemente e solo a causa della crisi i consumi interni hanno subito una forte contrazione. Nei primi 5 mesi 2009, a confronto con lo stesso periodo del 2008, le importazioni di vino sono calate del 72%, passando da 164.193 ettolitri a 47.560, mentre le esportazioni sono diminuite dell’11% (da 60.053 ettolitri a 53.409 ettolitri). Le principali destinazioni del vino rumeno sono Germania, Bulgaria, Danimarca, Spagna, Estonia, Russia, Gran Bretagna, Italia, Cina e Usa.

- Usa, nonostante la crisi consumi di vino in crescita
Per il quindicesimo anno consecutivo, il consumo di vino negli Usa continua a crescere. Certo c’è stato un rallentamento a causa della crisi economica ma in ogni caso nel 2008 il mercato Usa ha assorbito 294,7 milioni di casse (1 cassa = 12 bottiglie), con un incremento dello 0,9%. I dati sono stati comunicati dal Beverage Information Group nel Wine Handbook 2009. Sempre secondo la pubblicazione, l’industria vinicola sarebbe favorita dai cambiamenti demografici. I 70 milioni di consumatori tra i 21 e i 30 anni hanno un approccio molto diverso rispetto alle fasce di età maggiori. Non solo sono meno sofisticati ma sono più curiosi e più disponibili a scoprire le novità del mercato. La crescita inoltre è legata alla debolezza del dollaro che ha comportato l’aumento del prezzo del vino di importazione favorendo il consumo di vino americano, di fatto più competitivo. Le vendite di vino importato sono scese dell’1,8% mentre quelle di vino Usa sono salite dell’1,9%. Un trend in controtendenza rispetto a quello degli ultimi anni quando il vino d’importazione aveva guidato la crescita dei consumi.

- Degustatori, attenti ai pinoli cinesi o pakistani
In Francia, nei forum di discussione su Internet, l’allarme è stato lanciato da tempo: diffidate dei pinoli d’importazione perché provocano degli effetti devastanti sulle papille gustative. Le lamentele e testimonianze in proposito sono ormai numerose e tutte descrivono gli stessi sintomi: la comparsa uno sgradevolissimo gusto amaro che rimane lungamente anche se si deglutisce a lungo. Ciò succede generalmente 48 ore dopo aver consumato i pinoli. Dopo primavera i centri antiveleno hanno registrato un centinaio di lamentele anche perché non sono stati ritirati dal mercato. I ricercatori da parte loro hanno chiamato in causa i pinoli di origine cinese o pakistana. “Nel mercato si trova una varietà che abitualmente non viene consumata, ricca di acidi grassi che può stimolare eccessivamente le fibre nervose incaricate di riconoscere l’amaro” ha spiegato Luc de Haro, tossicologo del Centro antiveleni e della tossico- vigilanza di Marsiglia. Se i pinoli non sono pericolosi per la salute umana, in ogni caso, possono provocare gravi danni ai degustatori in quanto deformanti delle percezioni visto che accentuano in maniera abnorme la sensazione di amaro (fonte: Midi Libre - 60 Millions de consommateurs). Insomma da evitare assolutamente, meglio consumare i nostri di pinoli.

- Angola: dal 2014 produrrà vino
L’Angola dal 2014 potrà vantare una produzione di vino locale. Lo ha assicurato l’enologo portoghese Mario Louro che, in una recente visita nel Paese lusofono, ha constatato l’interesse sia pubblico sia di imprenditori privati a investire nel settore enologico. E il Portogallo ha espresso l’intenzione di appoggiare gli investitori angolani in questa attività che avrà un impatto significativo sulle forniture di prodotto locale nel Paese ma anche a livello internazionale. Non solo. Il settore potrà creare posti di lavoro in numero significativo. Secondo l’enologo portoghese, è già possibile firmare protocolli di intesa per iniziare l’attività di analisi dei terreni e di valutazione delle variazioni climatiche. La regione che sembra la più adatta alla produzione, sia per il clima sia per le proprietà del terreno, è quella centrale di Huambo.

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