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FONDI UE

Ocm vino e promozione nei Paesi Terzi, scadenza prorogata al 20 ottobre 2021 sui progetti nazionali

Nel decreto direttoriale del 7 ottobre del Ministero delle Politiche Agricole, lieve decurtazione del plafond nazionale da 23,2 a 22,5 milioni di euro
OCM PROMOZIONE, PAESI TERZI, vino, Italia
Bottiglie di vino in cantina (ph: Dan Cristian Padure via Unsplash)

Una leggera decurtazione del plafond destinato ai progetti di promozione nazionali, la cui dotazione per l’esercizio finanziario comunitario 2021/2022 scende da 23,2 a 22,5 milioni di euro (su 100 a disposizione per l’Italia, di cui la gran parte gestita dalla Regioni, ndr), ma qualche giorno in più per presentare i progetti di promozione, con il termine che si allunga dall’11 al 20 ottobre: è quanto prevede il “Decreto direttoriale - 7 ottobre 2021, n. 513885, recante rettifiche al decreto direttoriale del 26 agosto 2021, n. 376627”.
Con il Ministero delle Politiche Agricole che, dunque, è andato incontro, in parte, alle richieste arrivate da più parti nella filiera, almeno sulle tempistiche di presentazione dei programmi di promozione nei Paesi extra Ue, fondamentali per sostenere una ripresa delle esportazioni del vino italiano che sembra decisamente solida, visto che nei primi 6 mesi del 2021, secondo i dati Istat analizzati da WineNews, le spedizioni sono in crescita in valore del +15,8% sullo stesso periodo 2020, a quota 3,3 miliardi di euro, e soprattutto a +10% sul 2019. Numeri che lasciano immaginare, a fine anno, un nuovo record assoluto per le esportazioni di vino italiano.
Una proroga, quella arrivata dal Ministero, importante, ma inferiore alle attesa, visto che proprio in queste ore era arrivata una richiesta rivolta al Ministero Patuanelli, da parte del Presidente della Commissione Politiche Ue al Senato della Repubblica, Dario Stefàno, che, oltre a richiedere di spostare i termini al 29 ottobre, ha chiesto anche di “garantire, al contempo, maggiore flessibilità per la valutazione degli stessi fino a fine dicembre”. Aspetto, quest’ultimo, però, di cui non c’è traccia nel decreto.

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