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CONGRESSO N. 42

Oiv: i numeri del 2018 del vino raccontano una crescita globale sotto ogni punto di vista

Aumentano le superfici vitate, su la produzione (con l’Italia leader), bene anche il commercio mondiale

Le superfici vitate in tutto il mondo, destinate alla produzione di vino e di uva da tavola, nel 2018 hanno raggiunto i 7,4 milioni di ettari, di cui una buona metà (51%) divisa tra 5 soli Paesi: Spagna (13%), Cina (12%), Francia (11%), Italia (9%) e Turchia (6%), in leggera crescita rispetto al 2017, con il Belpaese che, negli ultimi 5 anni, ha visto una crescita del proprio vigneto del 2%, pari a 15.000 ettari vitati in più tra il 2014 ed il 2018, mentre l’evoluzione più rilevante è quella della Cina (+8% nello stesso periodo). La produzione complessiva, così, ha raggiunto nel 2018 i 77,8 milioni di tonnellate, di cui il 57% di uve da vino, il 36% di uva da tavola ed il restante 7% di uvetta. Il primo produttore mondiale è la Cina, con 11,7 milioni di tonnellate, di cui solo il 10,3% di uve da vino, mentre l’Italia, al secondo posto a quota 8,6 milioni di tonnellate, vanta una quota di uve da vino dell’86,5%, con gli Usa e la Spagna a 6,9 milioni di tonnellate, e rispettivamente il 65,6% ed il 96% di uve da vino, e la Francia a 6,2 milioni di tonnellate, quasi interamente di uve da vino (99,6%). Ma il dato più importante, presentato dal direttore generale Oiv, Pau Roca, al Congresso Mondiale della Vigna e del Vino n. 42, di scena a Ginevra, da ieri al 19 luglio, è quello che riguarda la produzione di vino che, nel 2018, è arrivata a 292 milioni di ettolitri.
In vetta, tra i Paesi produttori, c’è di gran lunga l’Italia, a quota 54,8 milioni di ettolitri (+29% sulla disastrosa annata 2017)
, seguita da Francia (48,6 milioni di ettolitri), Spagna (44,4 milioni di ettolitri), Usa (23,9 milioni di ettolitri), Argentina (14,5 milioni di ettolitri), Cile (12,9 milioni di ettolitri), Australia (12,9 milioni di ettolitri), Germania (10,3 milioni di ettolitri) e Cina (9,1 milioni di ettolitri). I consumi globali di vino, invece, nel 2018 sono arrivati a 246 milioni di ettolitri, con gli Usa sempre più mercato di riferimento al mondo, con 33 milioni di ettolitri di vino bevuti, seguiti da Francia (26,8 milioni di ettolitri), Italia (22,4 milioni di ettolitri), Germania (20 milioni di ettolitri), Cina 17,6 milioni di ettolitri) e Gran Bretagna (12,4 milioni di ettolitri). Da sottolineare, in quanto a crescita nel periodo 2014-2018, l’exploit dei consumi nel Belpaese, con un +14,9%, mentre la Cina è essenzialmente stabile (+1,3%) e gli Usa crescono del 7,6%.
Spostando lo sguardo sui numeri del commercio internazionale, i volumi esportati sono rimasti stabili a 108 milioni di ettolitri, e lo stesso hanno fatto i valori, nel 2018 a 31 miliardi di euro, proprio come nel 2017. A guidare il mercato, in termini di valori, è l’imbottigliato, con un giro d’affari di 21,9 miliardi di euro, seguito dalle bollicine (6,2 miliardi di euro) e dallo sfuso, che comprende anche il bag-in-box (3,3 miliardi di euro): tutti e tre i segmenti, tra il 2014 ed il 2019, hanno registrato variazioni importanti, nell’ordine, rispettivamente, del +19%, +33% e +21%.
Guardando ai volumi esportati nel mondo, l’imbottigliato vale 57,9 milioni di ettolitri, lo sfuso 40,3 milioni di ettolitri e le bollicine 9,3%. Sul podio dei Paesi esportatori per volumi, la Spagna, con 21,1 milioni di ettolitri, l’Italia (19,7 milioni di ettolitri) e la Francia (14,1 milioni di ettolitri). Posizioni invertite per il podio dei Paesi esportatori per valori, con la Francia, come sempre, al vertice, a quota 9,3 miliardi di euro, seguita da Italia (6,1 miliardi di euro) e Spagna (2,9 miliardi di euro). Tra i Paesi importatori, per volumi è ancora prima la Germania, con 14,7 milioni di ettolitri, ma in calo del 5% rispetto al 2014, con la Gran Bretagna al secondo posto a 13,2 milioni di ettolitri, gli Usa al terzo, a 11,5 milioni di ettolitri, la Francia al quarto, a 7,1 milioni di ettolitri, e la Cina, in crescita del +79% sul 2014, al quinto, a 6,9 milioni di ettolitri. A valore, gli Usa si confermano di gran lunga il primo importatore mondiale, con 5,3 miliardi di euro di vino acquistato nel 2018, seguiti da Gran Bretagna (3,5 miliardi di euro), Germania (2,6 miliardi di euro), Cina (2,4 miliardi di euro) e Canada (1,7 miliardi di euro).

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