Il progetto enologico di Valeria Agosta e di Mimmo Costanzo trova la sua chiusura del cerchio nel 2011 con l’edificazione della cantina a Passopisciaro, in Contrada Santo Spirito, dove le prime acquisizioni di terreni e vigne, allora estesi su cinque ettari, erano arrivate nel 2009. Un lavoro caratterizzato anche dal recupero di terrazzamenti, il reimpiantano di alcuni ettari di vigna e il restaurano dell’antico palmento. Il patrimonio vitato aziendale è oggi formato da 20 ettari (di cui 12 proprio in Contrada Santo Spirito) e con la restante superficie distribuita in altre micro-parcelle sul versante Nord dell’Etna - in Contrada Randazzo, Zottorinoto, Bragaseggi e Feudo di Mezzo, fino a quella di Sud-Ovest, con 1 ettaro allevato a Carricante in Contrada Cavaliere - coltivate con viti ad alberello (in buona parte a piede franco con ceppi anche centenari) condotti in biologico, con le varietà tipiche del Vulcano a recitare, evidentemente, il ruolo di protagoniste assolute. La giacitura dei vigneti si trova ad un’altezza variabile tra i 650 e gli 800 metri d’altitudine, per una produzione complessiva media annua di 120.000 bottiglie. A partecipare attivamente all’avventura enoica di famiglia anche Serena, la figlia di Valeria e Mimmo, che dopo i suoi studi effettuati tra Sicilia, Piemonte, Languedoc e Bordeaux, gestisce in prima persona l’azienda da enologa e agronoma. La gamma delle etichette offerte da Palmento Costanzo è piuttosto articolata e comprende: due spumanti Etna a Metodo Classico (Brut e Rosé); gli Etna “Nero di Sei”, il primo vino aziendale ad uscire sul mercato nel 2011, seguito l’anno dopo dal “Bianco di Sei” e dal “Rosa di Sei”; gli Etna Rosso e Bianco “Mofete”; l’Etna Rosso Contrada Santo Spirito e l’Etna Bianco “Santo Spirito” (usciti entrambi per la prima volta con l’annata 2015, il primo millesimo che Serena gestisce direttamente); l’Etna Bianco “Cavaliere” e l’Etna Rosso “Prefillossera”. Vini tutti in possesso di una buona definizione, capace di restituire una cifra stilistica di stampo classicheggiante, che li colloca tra i più coerenti dell’areale, con gli affinamenti prevalentemente effettuati in legno grande ma non solo. L’Etna Rosso Contrada Santo Spirito è fermentato in tini tronco-conici di rovere e poi matura per 24 mesi in “Ovum” di legno. La versione 2024 si presenta di colore rosso rubino brillante dai tenui riflessi granati. I suoi profumi rimandano alla pesca, ai frutti rossi, alle erbe aromatiche e alle spezie, con tocchi di grafite. In bocca il sorso è succoso e tendenzialmente teso, dalla trama tannica fitta e dal finale lungo dai toni balsamici.
(are)
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