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Pasqua e Pasquetta, a casa per il 60% degli italiani, ma in 10 milioni saranno al ristorante. Volano i prodotti tradizionali a base di cioccolato, pieni gli agriturismi, tra agrichef ed erbe spontanee. I dati Fipe, Coldiretti, Cia e Confartigianato

Non Solo Vino
Pasqua e Pasquetta: pieni gli agriturismi

Il tradizionale pranzo di Pasqua a casa con tutti i parenti va ancora per la maggiore, ma sempre più italiani preferiscono andare al ristorante. Ma che sia a casa o no, il pasto di Pasqua è comunque all’insegna dei piatti della tradizione regionale, e c’è sempre più attenzione per ingredienti a chilometro zero e biologici. Secondo la Federazione Italiana Pubblici Esercizi (Fipe), nei ristoranti sono previste 6 milioni di persone, in aumento dell’1,1% sul 2017. L’aumento delle presenze fa aumentare anche il numero di ristoranti aperti il giorno di Pasqua, che raggiunge quest’anno l’89,2%, rispetto all’88,2% del 2017; sale anche il numero di ristoranti che propone menù all-inclusive, il 70,6% del totale, con una media di 6 portate ad un prezzo indicativo di 52 euro, in leggero aumento sul 2017. Tenendo questo prezzo come riferimento, la spesa prevista è di 313 milioni di euro. Ad ogni modo, anche al ristorante, Fipe rileva che i clienti cercano menù che rispettino la tradizione regionale, con proposte a filiera corta e con prodotti biologici e sostenibili. Ciò che accomunerà tutti i menù d’Italia, dal Veneto alla Sicilia, dalla Sardegna al Piemonte, passando da Toscana, Marche e Calabria, sarà l’uovo di Pasqua: il cioccolato infatti rimane il protagonista delle tavole pasquali. Secondo Confartigianato, a garantire la qualità del “cibo degli dei” è un piccolo esercito di 395 produttori artigiani specializzati esclusivamente nella lavorazione del cacao e nella produzione di prelibatezze al cioccolato che nel 2017 sono aumentati del 3,1% sul 2017. Anche la Colomba, dolce pasquale per eccellenza, sarà presente su molte tavole di ristoranti e case, preferibilmente artigianali. Con il food della tradizione pasquale, sottolinea ancora Confartigianato, che muove un’economia in cui operano 90.055 imprese artigiane del settore alimentare, di cui 43.063 imprese specializzate nella pasticceria, che danno lavoro ad oltre 155.054 addetti.
Grazie alle tante specialità regionali: in Liguria, i Canestrelli; in Veneto, le Fugazze originarie di Treviso; in Friuli, le Titole di Trieste; in Emilia Romagna, la Pagnotta Pasquale tipica di Forlì, e la Focaccia tipica di Bagno di Romagna; nelle Marche, la Pizza di Pasqua tipica di Fano e la Pizza di Pasqua dolce di Camerino; nel Lazio, la Torta salata e la Pizza di Pasqua di Civitavecchia; in Campania, il Casatiello e la Pastiera; in Abruzzo, il Fiadone pasquale; in Puglia, l’Agnello Pasquale originario di Lecce, la Scarcedda, i Taralli dolci; in Sardegna, le Casadinas (o Parduias), il Pistokkeddos, le Ricottine, le Tiricche (o tiliccas); in Sicilia, la Cassata e la Pasta reale che serve per preparare torte e pecorelle pasquali, solo per fare degli esempi.
E anche a Pasquetta, secondo i dati Fipe, saranno in molti ad andare al ristorante, 4,3 milioni di persone, più o meno quanti lo scorso anno, per la maggior parte turisti, anche se i residenti rappresentano circa il 43% del totale. Per quanto riguarda il menù, a differenza della Pasqua sarà soprattutto “à la carte” (75,3% dei ristoranti), mentre quello “all inclusive” avrà un prezzo medio di 45 euro. La spesa prevista, prendendo a riferimento il prezzo del menù tutto compreso, è di 195 milioni di euro.
La tradizione del pranzo in famiglia è accompagnata dall’innovazione, ovvero la prenotazione del ristorante on-line, tramite sito internet o app dedicate: ancora Fipe registra che il 77,9% dei ristoranti per le prenotazioni si appoggia a mail o a sistemi on line.
Non solo ristorante per le vacanze, ci sono molti italiani, soprattutto famiglie con figli e animali domestici, che per il week-end lungo di Pasqua sceglie il soggiorno nei numerosi agriturismi dello Stivale. A rivelarlo sono i numeri di Turismo Verde, l’associazione della Cia-Agricoltori Italiani per l’Agriturismo. Nonostante lo scarso numero di prenotazioni ad inizio mese, la nuova dinamica last minute, per la stima Turismo Verde e Cia, dovrebbe far segnare un 5% di presenze in più rispetto a Pasqua e Pasquetta 2017. La formula dell’agriturismo infatti è il simbolo del turismo legato alle specialità enogastronomiche del territorio, per vacanze all’insegna del relax, della natura e della buona tavola. Un trend confermato anche da Terranostra -Coldiretti, che sottolinea come protagonista delle attività pasquali in campagna sarà anche la caccia e la degustazione in piatti, risotti, frittate ed insalate, delle erbe spontanee, al centro, per esempio, dell’offerta in Veneto, dal radicchio verdon, alle erbe di campo come rosoline, carletti, luppolo selvatico (bruscandolo), dall’asparago bianco o le prime ricercate castrature di Sant’Erasmo, i primi germogli dei carciofi violetti presidio Slow Food.
Sono ancora molti però gli italiani che scelgono di passare la Pasqua a casa, con famiglia e amici, e che preferiscono cucinare insieme ai familiari i piatti tradizionali. Sono infatti, secondo Fipe, il 60% gli italiani che passeranno la festività tra le mura di casa, dove trionfano i piatti pasquali per eccellenza, come la pastiera, la torta pasqualina, uova (di cioccolata e non), formaggio e salumi e, ovviamente, l’agnello. Secondo un’indagine Coldiretti/Ixè, il piatto di Pasqua per eccezione sarà sulle tavole di 4 italiani su 10, e nel 45% di ristoranti e agriturismi (45%). Più di un terzo dei consumatori, inoltre, ha scelto di acquistare la carne di agnello direttamente dal pastore. Una decisione, sottolinea la Coldiretti, motivata dalla necessità di assicurarsi l’origine nazionale della carne in una situazione in cui oltre la metà dell’offerta viene dall’estero e soprattutto da Romania e Grecia che non garantiscono gli stessi standard qualitativi.

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