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PER IL SETTORE OVICAPRINO E’ ANCORA “ALLARME ROSSO”: A NUORO SI RIUNISCONO GLI STATI GENERALI DEL SETTORE (10/11 DICEMBRE) PROMOSSI DALLA CIA PER LANCIARE LE PROPOSTE PER “USCIRE DALL’EMERGENZA E COSTRUIRE UN FUTURO DI REALI CERTEZZE”

La crisi del latte ovicaprino e dei derivati è ancora di strettissima attualità e si cercano proposte e strategie per garantire un domani ad un settore che scricchiola pesantemente e denuncia ancora lo stato di “allarme rosso”, con riflessi negativi nel tessuto economico e sociale di molte aree del Paese. Per trovare soluzioni e lanciare le proposte “per uscire dall’emergenza e per costruire un futuro di reali certezze”, i pastori italiani si danno appuntamento il 10 dicembre per l’assemblea nazionale e l’11 dicembre per l’assemblea regionale dei pastori sardi a Nuoro, promosse dalla Cia - Confederazione Italiana Agricoltori (info: www.cia.it).
All’Assemblea nazionale, interverranno tra gli altri, Umberto Borelli del Dipartimento Agroalimentare e Territorio della Cia e Fabio Del Bravo, Ismea, mentre, a seguire, alla tavola rotonda porteranno il loro contributo Andrea Prato, assessore all’Agricoltura della Regione Sardegna, Fernanda Cecchini, assessore all’Agricoltura della Regione Umbria, Francesco Battistoni, presidente della Commissione Agricoltura della Regione Lazio, ed Enzo Rossi, assessore allo Sviluppo Rurale della Provincia di Grosseto, insieme al presidente della Cia Giuseppe Politi.
Il settore ovicaprino, sottolinea la Cia, continua a vivere una situazione di grandissima difficoltà. In molte regioni, specialmente in Sardegna, i produttori non riescono a stare più sul mercato e così molte aziende rischiano di chiudere i battenti. “Un quadro drammatico - secondo la Cia - che richiede pronti interventi e soprattutto una nuova politica che consenta ai pastori di avere validi sostegni e di guardare, pertanto, con maggiori certezze al futuro. Insomma, un’azione realmente incisiva che apra prospettive confortanti e permetta di uscire al più presto da una crisi sempre più complessa e preoccupante”.
Il reddito dei pastori, rimarca la Cia, è messo in discussione dal prezzo del latte non remunerativo (fermo ai livelli dei primi anni ’90) e da costi di produzione degli allevamenti sempre più elevati. Allo stesso tempo la Cia evidenzia che sulla crisi del comparto grava l’incapacità dell’industria di trasformazione nel ricercare nuovi mercati, nel produrre e commercializzare in funzione della remunerazione del prodotto primario, scaricando sul pastore, tutti gli oneri e le difficoltà della stessa industria. A ciò, per la Cia, vanno aggiunti la scarsa concentrazione dell’offerta con un approccio disomogeneo al mercato da parte dei produttori del latte e la difficoltà strutturale dell’agricoltura, priva da anni di un indirizzo economico e di politiche adeguate allo sviluppo e la competitività. A Nuoro saranno, dunque, affrontati tutti i problemi che oggi condizionano pesantemente il comparto ovicaprino. Ma sarà anche l’occasione per ribadire le proposte della Confederazione che chiede impegni seri e concreti al Governo e alle Regioni.

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