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MERCATO ENOICO

Produzione in calo, consumi stabili: il punto OIV sul mercato del vino (al 2019)

Pandemia, il segretario Pau Roca: “presente e futuro saranno difficili, uno scenario economico da Dopoguerra”

“La situazione è difficile, la pandemia da Coronavirus impatterà su tutto, sulla vita, anche sul commercio di uva e vino. Fino ad oggi diverse stime dicono che il mercato del vino, in Europa, con l’horeca ferma, è perso per il 50% in valore. Alcune cantine e viticoltori non reggeranno questa crisi, che sarà difficile per tutti. Nel presente, ma anche nel futuro, e non mancheranno problemi anche per portare a termine la vendemmia ed i lavori di cantina”. Parole di Pau Roca, segretario generale Oiv, che, oggi, a Parigi, ha presentato il suo punto sulla congiuntura vitivinicola al 2019. L’unico quadro certo, in un 2020 stravolto in poco settimane dalla pandemia e che sarà, per tutti, un anno in trincea.
In ogni caso, i dati salienti parlano di una superficie vitata stabile, a livello mondiale, sui 7,4 milioni di ettari (tra uva da vino e uva da tavola, ndr), con la metà concentrata in Spagna (13%), Cina (11%), Francia (11%), Italia (10%) e Turchia (6%). Mentre se si guarda alla sola uva da vino, al vertice resta la spagna, con 996.000 ettari, davanti alla Cina (855.000), alla Francia (794.000) e all’Italia (708.000), secondo i dati 2019. A livello mondiale, la produzione 2019 si è assestata a 260 milioni di ettolitri, in calo del -12% sul 2018. L’Ue, da sola, con 156 milioni di ettolitri, vale il 60% totale, quasi tutto grazie a Italia (47,5 milioni di ettolitri), Francia (42,1) e Spagna (33,5), tre Paesi che, da soli, valgono la metà della produzione di vino mondiale. Intanto, ad essere in vendemmia, nonostante il Covid, è l’emisfero Sud del Mondo, e le stime di produzione sono al ribasso di oltre il -10% in Paesi come Argentina (11,6 milioni di ettolitri) e Cile (10,5), e di qualche punto percentuale anche in Australia (11,5 milioni di ettolitri, su cui pesa l’impatto degli incendi dei mesi scorsi) e in Nuova Zelanda (2,9), mentre, tra i maggiori produttori, cresce del 5,2% il Sudafrica, che dovrebbe attestarsi intorno ai 10,2 milioni di ettolitri. Sul fronte dei consumi, invece, il 2019 ha visto il mondo bere 244 milioni di ettolitri di vino, dato stabile sul 2018 con gli Usa che sono stati il primo mercato (14%) del totale, davanti al blocco europeo fatto da Francia (11%), Italia (9%) e Germania (8%) e alla Cina (7%). A livello di consumi procapite, invece, in testa c’è il Portogallo, con ben 56 litri di vino all’anno, davanti a Francia (49,5), Italia (43), Svizzera (36,5) ed Ungheria (29,7), mentre gli Usa, per esempio, che nel complesso pesano sui consumi per 33 milioni di ettolitri all’anno, hanno registrato un consumo procapite di “appena” 12,3 litri. Mentre la Cina è ferma ad 1,5 litri di vino per persona all’anno.
A livello economico, anche gli scambi, in valore, sono sostanzialmente stabili, a 31,8 miliardi di euro (+0,9% sul 2018), e anche in valore la crescita è stata modesta, del +1,7% (105,8 milioni di ettolitri). In questo quadro, il vino in bottiglia ha rappresentato il 53% dell’export in volume ed il 69% in valore, mentre lo sfuso, pur pesando per il 34% nei volumi, ha rappresentato appena l’8% dei valori. Diverso il discorso per gli spumanti, che con il 9% dei volumi movimentanti, hanno generato il 21% del valore esportato.

L’Italia, con 21,6 milioni di ettolitri esportati, è stato il maggior Paese esportatore in volume, davanti alla Spagna (21,3) e alla Francia (14,2), con in transalpini, però, che tengono saldamente in mano il primato in valore, a 9,8 miliardi di euro, davanti ai 6,4 del Belpaese a i 2,7 degli spagnoli. I maggiori importatori, invece, sul fronte delle quantità, sono stati Germania (14,6 milioni di ettolitri), Uk (13,5) e Usa (12,3), in un podio che si ribalta in valore, con gli Stati Uniti al vertice, con 5,5 miliardi di euro, il Regno Unito con 3,8 e la Germania con 2,6. Nel complesso, nel 2019, il mercato del vino ha così raggiunto un indice di internazionalizzazione del 43%, che vuol dire che più di 4 bottiglie su 10 sono state consumate fuori dal Paese di produzione.
Questo, in sintesi, il quadro al 2019, in un 2020 tutto da decifrare, in cui la certezza saranno le difficoltà che tutti dovranno affrontare: “fino ad oggi abbiamo visto una crescita delle vendite nella grande distribuzione - ha sottolineato Roca - ma è facile pensare che ci sarà un calo del potere di acquisto nelle prossime settimane, che peserà anche sui consumi di vino. Così come peserà il calo del turismo, e dell’enoturismo. Sarà una grande battuta d’arresto, in uno scenario economico, per certi versi, simile a quello del secondo dopoguerra. Ci sarà da lavorare tanto per recuperare, e con serietà, evitando, per esempio, messaggi che parlano di benefici contro il Covid derivanti dal consumo di vino, come ne sono apparsi in questi giorni. Sono immorali ed inaccettabili”.

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