Grande attenzione alla Germania, secondo mercato del vino italino dietro agli Usa e davanti al Regno Unito (e tra i pochi mercati in crescita in valore, +0,8% nei primi 11 mesi 2025 sul 2024, ad 1 miliardo di euro, dati Istat), e mercato considerato al n. 1 per “attrattività”, secondo oltre 1.000 operatori di tutto il mondo, sondati dal “ProWein Business Report” 2026, realizzato dalla Geisenheim University, ma anche a quei mercati del Nord ed Est Europa tutt’altro che trascurabili, soprattutto in una fase storica come questa, segnata da tensioni geopolitiche che, da un momento all’altro, rischiano di rendere inaccessibili intere aree del mondo: l’Italia del vino - pur in numero ridimensionato rispetto al passato, come del resto lo è tutta la fiera, sarà protagonista alla ProWein 2026, a Düsseldorf, di scena dal 15 al 17 marzo (come sempre anticipata dal tasting del “Tre Bicchieri World Tour”, il 14 marzo, alla Rheinterrasse Düsseldorf, ore 13/19, con quasi 80 cantine del Belpaese, e dal “Falstaff Big Bottle Party” 2026 del magazine “Falstaff”, al Maritim Hotel, dalle ore 16:30) - sarà ancora grande protagonista in Germania, secondo Paese più rappresentato dopo i “padroni di casa” (561 espositori italiani, 645 tedeschi, ma notevoli anche le rappresentative di Spagna, con 401 espositori, e Francia, 361, con i 4 Paesi che rappresentano i 2/3 dei 3.000 espositori totali), con tanti nomi di assoluto rilievo.
Da Adami ad Allegrini, da Altesino ad Argea, da Caprai ad Astoria, da Poliziano a Planeta, da Barone Pizzini a Bottega, da Botter a Braida, da Cadis 1898 a Cantina Valpolicella Negrar, da Ceci a Cantine Ermes, da Settesoli a Torrevento, da Vitevis a Carpineto, da Cecchi a Caviro, da Cavit a Cusumano, da Donnafugata ad Elena Walch, da Fantini Group a Fèlsina, da Feudi di San Gregorio a Fontanafredda, da Fontodi a Gruppo Italiano Vini (Giv), da Italian Wine Brands a San Michele Appiano, da Terlano a Tramin, da Lungarotti a Frescobaldi, da Mazzei a Marilisa Allegrini, da Masciarelli a Masottina, da Medici Ermete a Monchiero Carbone, da Nals Margreid a Nonino, da Pasqua Vigneti e Cantine a Petrolo, da Piccini1882 a Prosit Group, da Rocca delle Macìe a Ruffino, da Ruggeri a Schenk Italia, da Serena Wines 1881 a Bellavista, da Speri a Tenuta di Artimino, da Tinazzi a Val d’Oca, da Varvaglione a Velenosi, da Venica a Vignaioli del Morellino di Scansano, da Villa Sandi a Mezzacorona, da Viticoltori Ponte a Santero, da Zenato a Zorzettig. Passando per consorzi come quelli del Brunello di Montalcino, del Nobile di Montepulciano, del Primitivo di Manduria, del Prosecco Doc, del Garda Doc, della Valpolicella, del Conegliano Valdobbiadene Prosecco Docg, del Lugana, Delle Venezie, dei Vini d’Abruzzo, dei Vini Piceni, del Soave, della Valtenesi, di Asolo Montello, del Chianti e del Chianti Classico, ad Ersa e Promoturismo Fvg dal Friuli Venezia Giulia, l’Istituto Marchigiano Tutela Vini, Piemonte Land, e, ancora, per collettive e aggregazioni di impresa come quelle di Ita-Italian Trade Agency, Area 39, Edoardo Freddi e Iswa - Italian Signature Wines Academy (che mette insieme cantine come Allegrini, Caprai, Bellavista, Feudi di San Gregorio, Fontanafredda, Frescobaldi, Masciarelli, Planeta e Villa Sandi). Al centro di una fiera, come detto, ridimensionata nei numeri e riorganizzata negli spazi (“solo” 7 i padiglioni aperti, con l’Italia tutta al n. 3), ma che resta importante, oltre che per il suo mercato, anche per prendere un’ulteriore misura allo stato di salute di un settore che, uscito con qualche speranza di rilancio dal recente Wine Paris, a Parigi, guarda ora con nuova preoccupazione agli effetti della guerra in Iran, che si aggiungono a tutti gli elementi di difficoltà già esistenti, dalle difficoltà economiche in tanti Paesi del mondo al salutismo, ai dazi Usa e non solo.
Con un’organizzazione per spazi tematici che racconta anche quali sono le tendenze del momento: da “Sparkling Visions”, con tutto il mondo della spumantistica, dal Prosecco al Sekt, dal Cremant allo Champagne (che riproporrà anche la sua classica Champagne Lounge), a “ProWein Zero”, con focus su quello che è considerato uno dei segmenti più dinamici del settore, quello dei vini e degli spirits dealcolati, passando per “Organic Visions”, con tutto il mondo “bio”, e “Packaging & Design”, con tutto quello che è il mondo del confezionamento dedicato al settore, anche questo in profondo cambiamento.
Come sempre in fiera, tanti i momenti di degustazione e approfondimento. Fittissimo, per esempio, il programma firmato da Ita-Italian Trade Agency, che, per tutti i tre giorni, proporrà un ciclo di 11 masterclass, guidate dai sommelier Peter Douglas e Sebastian Bordthäuser, in partnership con “Meininger”, il tasting dei vini della “Top 100 Italy” della stessa “Meininger” condotti dai sommelier Markus Dilger, Paul Knittel ed Alexey Pilin, oltre ai tour tematici tra “territori e denominazioni” condotti dai sommelier Filippo Bartolotta e Georgia Panagopoulou.
Nel day by day, tra le degustazioni, domenica 15 marzo, incuriosisce “On sun, two faces”, che mette a confronto i rosati della Provenza e quelli della Valtenesi (ore 11). Alle ore 12, invece, interessante la degustazione dedicata ai vini rossi da bere freddi, con vini che vanno dal Bardolino al Lagrein, dal Lambrusco al Pinot Nero, al Gamay, condotta da Alexander Kohnen dell’International Wine Institut, mentre alle ore 15:30 focus sui vini Piwi con Ecovin, Demeter and Bioland. Tra i momenti di approfondimento, sempre domenica 15 marzo, da segnalare l’incontro con Martina Obregón, Chief Marketing Office del colosso Henkell Freixenet, con un focus sulla crescita degli spumanti nel mondo (ore 10:50), mentre Irem Eren DipWset, approfondirà il tema dei vini No-Lo, di cui è ritenuta tra le massime esperte a livello mondiale (ore 11), e si parlerà di vino e consumi tra la Gen X e la Gen Z con Kaleigh Theriault di NielsenIQ, e Hartwin Maas, founder & ceo dell’Institute for Generational Research (ore 13). Sempre ore 13, sarà di scena anche la discussione sul futuro delle bevande e dei vini alcol-free con, tra gli altri, Karin Eymael di “Weinwirtschaft”, Silvia Wiesner di Rotkäppchen-Mumm, e Melanie Broyé-Engelkes, del German Wine Institute. Alle ore 14, invece, ancora spumanti protagonisti, con un focus sul crescente servizio delle bollicine “al bicchiere”, analizzato dal Master of Wine Patrick Schmitt, e da Lambert Manden di Coravin.
Lunedì 16 marzo, invece, tra le degustazioni più interessanti, alle ore 16, sarà di scena “ A Sparkling Experience”, con Eberhard Benz di Henkell Freixenet, con un tasting comparato tra Prosecco, Cava, Cremant, spumanti californiani e non solo. Tra le conferenze, da segnalare il focus su mercati emergenti o da riscoprire come Asia, Brasile e Polonia, con Ian Anderson Ford, che, in Cina, ha collaborato con Concha y Toro, Penfolds, Villa Maria e Lafite, Christian Burgos, Ceo Inner Group in Brasile, ed il Master of Wine polacco Wojciech Bońkowsk (ore 10:30), mentre, nella Champagne Lounge, Gerhild Burkard, Champagne-Ambassador per il Comité Interprofessionnel du vin de Champagne - Civc, farà luce sulla “viticoltura sostenibile” nella Champagne (ore 13:30). Alle ore 14, approfondimento sui nuovi canali di commercio del vino, tra gli altri, con Giorgio Benaglia, Category Leader Alcoholic Products Eu di Amazon, con focus sull’e-commerce.
Martedì 17 marzo tra le degustazioni spicca quella firmata dalla “Union des Grands Crus de Bordeaux”, dalle ore 9:30 alle ore 13, con in assaggio i vini annata 2022 di oltre 70 châteaux. In tema di conferenze, interessante il focus su “come vendere più vino nei mercati maturi”, con attenzione in particolare a Germania ed Usa, con Laurence Whyatt, Managing Director Beverages Equity Research - Emea di Barclays Bank, Erin Kirschenmann di Wine Business Monthly e Felix Bodmann della Webweinschule Bodmann Ug (ore 10:30). Mentre alle ore 14 Alexandra Wrann DipWset illustrerà il crescente movimento della spumantistica nell’Est Europa, tra Repubblica Ceca, Moldova, Slovenia, Ungheria e Romania.
Una piccola road map tra degustazioni e approfondimenti, con il vino italiano sempre al centro anche a Düsseldorf, in questo primo quarto di 2026, che lascia intendere un anno ancora più complesso del previsto, anche per il settore. Che, però, come ha sempre fatto nella sua lunga storia, cerca di guardare avanti con fiducia, con l’Italia grande protagonista, e con le cantine del Belpaese che cercano nuove opportunità e conferme sui mercati del mondo, aspettando il loro evento principe, Vinitaly, di scena a Veronafiere a Verona, dal 12 al 15 aprile.
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