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Quotidiano Nazionale

Forte fa acquisti a Montalcino … Comprato il Palazzo Vescovile... Inizio dell’anno con il botto per Montalcino che vede continuare a crescere il proprio valore e il suo appeal a livello internazionale. La notizia di pochi giorni fa, riportata dalla Montalcinonews, dell’acquisto da parte dell’imprenditore Pasquale Forte di Palazzo Vescovile ha fatto rumore. E ha risvegliato le speranze della città del Brunello, che da anni attendeva una svolta per uno degli edifici più belli e ricchi di storia. Ma le cui gloriose porte da decenni, sono chiuse al pubblico. E chissà se Forte, ingegnere elettronico fondatore della multinazionale Eldor Corporation e di una delle aziende vitivinicole più all’avanguardia, Podere Forte a Rocca d’Orcia, non decida di investire in futuro anche sui vigneti di Montalcino il cui valore sta toccando vette altissime. Pasquale Forte è a capo di un gruppo da 3.400 dipendenti e collaboratori, quasi 400 milioni di fatturato, centri produttivi in tutto il mondo, dalla Cina agli Usa, dal Brasile alla Turchia. Sempre a Rocca d’Orcia è proprietario del ristorante, con una stella Michelin, Osteria Perillà. Sconosciuta la cifra pagata per acquistare il palazzo Vescovile, negli ultimi anni il valore era attorno al milione e mezzo di euro. Ma serviranno molti soldi per ristrutturarlo. L’interesse per il Brunello rimane, infatti, elevato: l’altro ieri WineNews ha dato la notizia dell’acquisizione, da parte della Castello Banfi, di altri 14 ettari, di cui 2 iscritti a Brunello di Montalcino. “Un affare, quello ultimo firmato dall’azienda leader del territorio di Montalcino, che conferma - dice Alessandro Regoli, direttore del sito internet WineNews - ancora una volta la vivacità di Montalcino dal punto di vista degli investimenti. Nel 2016 un ettaro di vigneto a Brunello oscillava sui 350.000 euro, nel 2017 è passato a 500.000 euro e adesso è salito a 650-700.000 euro, con quotazioni che vanno anche oltre, con picchi che a volte sfiorano i 900.000 euro. Dal 1966, anno del riconoscimento della Doc, ad oggi, l’incremento del valore è stato del 4.500%. Un record pazzesco, che porta i vigneti di Montalcino a “sedere” sull’Olimpo di quelli più pregiati al mondo e in cima a quelli italiani, insieme al Barolo”. “Valori che - aggiunge ancora Regoli - sottolineano un tasso di crescita notevole a conferma del ruolo di primaria grandezza nel panorama enologico non solo italiano, ma anche mondiale, che il Brunello di Montalcino ha conquistato in un lasso di tempo relativamente breve, grazie al lavoro svolto dagli imprenditori agricoli nelle loro cantine in termini di qualità e di bellezza ed al lavoro collettivo, basato sulla costruzione dell’unicità di un territorio, e con azioni d’immagine, di comunicazione e di valorizzazione da pane di diversi soggetti da 30 anni a questa parte”. Ci vorrà tempo.

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