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Quotidiano Nazionale

Marchi top e vini comuni prezzi in salita … Vendemmia scarsa, il 2021. Sul mercato se ne vedono gli effetti. Il Consorzio del Chianti ha chiesto alla Regione Toscana di anticipare di due mesi l’immissione sul mercato dell’annata 2021, spostandola al 1 gennaio 2022. Una mossa necessaria, ritiene il Consorzio, per evitare scarsità di prodotto in vendita alla luce del calo della produzione. Considerato anche il buon andamento delle vendite di Chianti, le giacenze previste per fine 2021 saranno al livello minimo registrato dal 2005. Le uve Chianti arrivano ai 90 e i 105 euro al quintale, contro i 55-70 euro del 2020. “I prezzi sono già aumentati del 25% – spiega il direttore Marco Alessandro Bani – non possiamo far rimanere il mercato senza prodotto”. Fare vino costa sempre di più, anche per gli aumenti dei costi di energia, materiali, trasporti, logistica. La tensione sui prezzi si riflette nelle quotazioni del prodotto sfuso, su cui Winenews.it, sito di riferimento del mondo del vino, ha fatto una ricerca , tra i listini di Ismea e quelli delle Camere di Commercio. “La crescita di prezzi dei vini sfusi, sia comuni che delle grandi denominazioni – illustra Alessandro Regoli, direttore WineNews.it – può essere attribuito a più fattori: la forte ripresa del mercato del vino di qualità sia in Italia, nel fuori casa, che nelle esportazioni (in crescita del 15%) ma anche il successo della critica per certe annate dei grandi vini, come la 2016 di Barolo e Brunello di Montalcino”. In tensione i prezzi dei vini comuni, i bianchi, ad ottobre, viaggiavano su valori di 4,27 euro ad ettogrado (+ 5,4% sul mese precedente, e +19,4% sullo stesso periodo 2020). Mentre i vini rossi e rosati comuni spuntavano prezzi medi di 4,36 euro ad ettogrado, (stabili su settembre, ma + 10% sul 2020). Aumentano anche le quotazioni di importanti vini a denominazione. In Piemonte riferiti a settembreottobre 2021, è in crescita il Barolo, con l’annata 2016 che oscilla tra 740 e 850 euro ad ettolitro, e la 2017 che va da 722,6 a 835,4, mentre è stabile il Barbaresco, tra 420 e 454 euro ad ettolitro per la vendemmia 2017, e tra 476 e 490 per la 2018. Tiene anche il Nebbiolo d’Alba, con l’annata 2019 tra 221 e 255 euro a ettolitro, così come il Langhe Nebbiolo, che si muove tra 220 e 231 euro per la 2019 e 200-220 euro per la 2020. Positivo il quadro anche in Toscana. Le quotazioni più sostenute restano quelle del Brunello di Montalcino: la celebratissima annata 2016 (introvabile) spunta prezzi – dice l’analisi di WineNews – tra i 950 ed i 1.150 euro ad ettolitro, con quotazioni identiche per la 2017 in uscita sul mercato a gennaio 2022. Importanti anche le quotazioni del Rosso di Montalcino, con l’annata 2018 tra 400-500 euro ad ettolitro, e la 2019 tra 350-400, e la 2020 già tra 270-350 euro. Cresce anche il Chianti Classico, con valori abbastanza omogenei tra le diverse annate in listino (dalla 2016 alla 2020), quasi tutte in una forbice tra i 270 ed i 320 euro ad ettolitro. Crescono anche i valori del Chianti, con l’annata 2017 tra i 143 ed i 180 euro ad ettolitro. In Veneto crescono le quotazioni di Amarone e Recioto, con la produzione 2018 che viaggia tra 880 e 900 euro ad ettolitro, che arrivano a 920 per il prodotto classico, ma tira anche il Valpolicella Doc atto a Ripasso, tra 300 e 320 euro ad ettolitro, mentre il Valpolicella Doc si muove tra i 180 ed i 190 euro, che salgono a 200-210 nella versione classico. “Testimonianze – conclude Regoli – di un trend di crescita delle quotazioni impetuoso”.

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