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QUOTIDIANO NAZIONALE

Vini, il futuro passa dal web ... Lady Gaga spopola su Twitter (pare annoveri 20 milioni di follower) e nei suoi cinguettii non nasconde la sua passione per i vini di lusso, che si appresterebbe a produrre nella californiana Napa Valley. Ormai i social network sono la nuova frontiera del vino italiano. Ma attenzione non per vendere, o non solo per vendere. Piuttosto per comunicare eventi, aprire forum, rimanere in contatto non solo con il pubblico, ma anche con le più importanti testate on line e blog del settore. Insomma per “socializzare”, discutere efar discutere, e migliorare la visibilità del proprio brand in un mercato sempre più inflazionato da etichette e produttori alla caccia di riconoscibilità. La community del social web (Facebook, Twitter, Linkedin) è ormai utilizzata dall’80% delle cantine italiane, e chi quel 20% che ancora non lofa prevede di farlo nel 2012. Lo dice un’indagine di “Opera Wine” (www.operawine.it), joint venture tra Veronafiere e Vinitaly per promuovere il vino italiano nel mondo attraverso una serie di eventi. Il social più gettonato in assoluto è Facebook, utilizzato dal 70% dei produttori. Poi viene Twitter (55%) seguito a pari merito da YouTube e dai “blog” utilizzati dal 35% delle cantine. Ma quali sono le cantine italiane più attive (e seguite) su Facebook, il re dei social?Alla domanda ha risposto un indagine di www.winenews.it, uno dei siti più cliccati del mondo del vino. Dietro a giganti come la trentiia Cavit (nella sua pagina conta più di 80.000 “mi piace”) o marchi nell’orbita di multinazionali come Asti Cinzano del gruppo Campari, che supera i 221.000 gradimenti, o Gancia, a quota 118.000, la cantina italiana più attiva su FB è la siciliana Planeta, con più di 32.000 mi piace”. Tra i 10 e i 20mila gradimenti incassano la griffe trentina Ferrari, il marchio veneto Santa Margherita, la irpina Feudi di San Gregorio e il gruppo Zonin. Nel gruppo sotto i 10mila “mi piace” tanti altri nomi conosciuti come Cà del Bosco, Antinori, Frescobaldi, Argiolas, Banfi, Venica & Venica, Donnafugata, Cantine Settesoli, Lungarotti, Bisol, Mezzacorona, Cottanera, Carpenè Malvolti, Carpineto, Umberto Cesari. In sostanza: il futuro del vino italiano si gioca sull’export ma anche sul web.
Lorenzo Frassoldati

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