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QUOTIDIANO NAZIONALE

Obiettivo America … America da Nord a Sud: è la nuova frontiera di Marchesi Antinori, colosso da oltre 2.600 ettari di viti e quasi 25 milioni di bottiglie per 180 milioni di euro di fatturato. Con una nuova testa di ponte per sbarcare i Cina. Proprio mentre il marchese Piero ai vertici del gruppo con la figlia Albiera - e l’ad Renzo Cotarella volano in California per studiare, sussurrano rumors ben informati, la nuova definizione della gamma di vini prodotti in Napa Valley, i siti specializzati - primo tra tutti il solito WineNews - diffondono la notizia poi confermata dalle vie ufficiali: nel pianeta Antinori entra a pieno titolo la totalità di Haras de Pirque, azienda da un centinaio di ettari nella parte nord della Valle del Maipo, quella che viene definita “il Chianti Cileno” per la particolarità del paesaggio, con i vigneti distesi su dolci colline vicino a un bel fiume: zona particolarmente vocata alla produzione di vini, grazie a una perfetta combinazione di rilievi e influssi oceanici, aria pura e grandi spazi. E dal 2003, in effetti, Piero Antinori aveva intrapreso la collaborazione con l’azienda della famiglia di Eduardo Matte (imprenditore di successo attivo soprattutto nel campo dei cavalli da corsa), celebre per la cantina a ferro di cavallo, che ora diventa proprietà Antinori al 100%. È la terra del Carménère, vitigno in realtà di origine europea - la “vitis biturica” fu portata in epoca romana nel Médoc e dunque nella zona di Bordeaux da Durazzo, in Albania, per poi sparire tuttavia a causa della fillossera - ma che poi ha trovato in zona andina la terra di elezione: oggi proprio il Cile è il primo produttore, con quasi diecimila ettari, seguito dall’Italia (4.500) che con il Carménère realizza anche, in particolare in Veneto ma anche in Sardegna, una mezza dozzina di vini a Doc e Docg. E proprio il Carménère, in tandem con il Cabernet Sauvignon, è il protagonista di Albis, il vino di punta di Haras de Pirque, composizione inedita per un vino corposo ma elegante, equilibrato e armonico. “Oltre che un luogo bellissimo e una vera chicca nel nostro panorama, è una terra dal grande potenziale - spiega Albiera Antinori, figlia maggiore di Piero e presidente di Marchesi Antinori - nella quale abbiamo intenzione di produrre grandi vini: adesso reimpiantiamo i vigneti per elevare la qualità media, che è comunque già buona”. Le etichette complessive di Haras de Pirque tutta targata Antinori saranno ridotte a cinque, proprio per concentrare l’attenzione su vini di grande impatto. Sorge un dubbio, certo: se il Cile, per la sua politica dei prezzi, è considerato uno dei più insidiosi competitors dell’Italia, la maison non corre il rischio di concorrenze in casa? “No, anzi potremmo trovarne vantaggi - aggiunge Albiera Antinori - perché il mondo è grande e si affacciano nuovi consumatori. Il Cile, ad esempio, ha vantaggiosi accordi doganali con la Cina, e questo in prospettiva ci dà ottime percezioni”. Sensazioni che Antinori punta a potenziare in tutta la “frontiera americana”. Nel nord del continente le aziende sono tre: Antica (tutta di proprietà, oltre 200 ettari) e Stag’s Leap (58 ettari, in joint venture) in Napa Valley, California, e Col Solare, altra joint venture, gioiellino da appena 12 ettari, in Colombia Valley, zona delle Red Mountain nello stato di Washington. “Non sono - spiega Albiera -la quota maggioritaria nel nostro mondo. Ma di sicuro sono rilevanti per i mercati che interessano. E speciali per i prodotti”.

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