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Il vino viaggia on line e arriva nelle abitazioni … Ai tempi del Coronavirus il mondo del vino si fa (per necessità) smart. La comunicazione è digital, le degustazioni si fanno on line, le vendite affidate all’home delivery. Il lockdown di Stati Uniti ed Europa, dopo la Cina, getta lunghe ombre sull’export del nostro vino, reduce da un anno-record con le vendite all’estero pari a 6,4 miliardi di euro (+3,2% sul 2018) con gli Usa primo mercato in valore (1,5 miliardi, +5,5%) davanti alla Germania (stabile a 1 miliardo) e alla Gran Bretagna (770 milioni). “Un quadro che, però, sarà pressochè impossibile replicare – commenta il sito Winenews.it, che ha elaborato i dati – in un 2020 partito con le incognite dei dazi Usa e della Brexit, e poi precipitato a causa del Coronavirus". Le cantine si attrezzano per continuare a dialogare coi clienti via telematica. Come Arnaldo Caprai, leader nel Sagrantino di Montefalco, che propone digital tasting a tu per tu con Marco Caprai per presentare le nuove annate dei bianchi Grecante Colli Martani 2019, Sauvignon Umbria 2019 e Cuvée Secrète Umbria 2018. Tra Emilia e Romagna Umberto Cesari, leader nel Sangiovese, ha creato uno spazio di degustazione virtuale per rimanere vicino a tutti i wine-lover: tasting at home, per degustare a casa guidati da una sommelier professionista; live streaming su Facebook, appuntamento bisettimanale per parlare di vino e spedizioni gratuite, per ricevere a casa i vini. In Alto Adige un produttore raffinato come Martin Foradori Hofstatter, leader nel Pinot nero e nei bianchi aromatici, propone un salotto virtuale per parlare dei “tre vini che raccontano la nostra tenuta da una sponda all’altra della valle dell’Adige: Il Riserva Mazon Pinot Nero 2017 dall’omonimo altipiano, il Vigna Kolbenhof Gewürztraminer 2017 prodotto sull’altro versante, sopra Termeno, e il Vigna Steinraffler Lagrein 2016, prodotto sulle colline vicino al lago di Caldaro”. Anche la cantina siciliana Cortese, tutta bio, da Vittoria nel Ragusano lancia il progetto “Vino-à-porter”, con la formula delle degustazioni digitali rivolte a giornalisti, sommelier, buyer e clienti. Insomma il mondo del vino non si ferma. I grandi gruppi si attrezzano per farsi trovare pronti quando riapriranno ristoranti, wine-bar, enoteche, locali, catering e alberghi. Tutti però danno per scontato che il 2020 sarà un anno “difficile” (per non dire peggio). Il gruppo Masi Agricola in Valpolicella, quotato all’AIM e tra i leader nella produzione di vini premium (Amarone e Ripasso) ha deciso di riportare a nuovo l’utile dell’esercizio 2019 (5,1 milioni) rinunciando a distribuire il dividendo.

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