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VINO & FASE 2

Riaprono bar, ristoranti e agriturismi: Coldiretti, il vino italiano tira un sospiro di sollievo

Anche il mondo enoico made in Italy in difficoltà per il lockdown. Coldiretti porta avanti la campagna #iobevoitaliano e propone interventi al Governo
Coldiretti, CORONAVIRUS, VINO ITALIANO, Italia
Anche il vino riparte con la riapertura di bar e ristoranti

Con la riapertura di oggi di bar, ristoranti, enoteche, trattorie, agriturismi e osterie in praticamente tutta Italia, a tirare un sospiro di sollievo è anche il mondo del vino, che a causa del lockdown aveva visto calare di percentuali considerevoli il proprio fatturato. Proprio il canale della ristorazione, in generale, è uno dei più strategici nella distribuzione del vino sul territorio italiano, e ora che si potrà tornare a mangiare fuori si potrà, come sottolinea anche Coldiretti, tornare a scegliere tra le oltre 523 denominazioni del vino made in Italy, simbolo di eccellenza e di biodiversità delle campagne del Belpaese.
Un appuntamento molto atteso dagli operatori di un settore dal quale, sottolinea la Coldiretti, nascono, dalla vigna al tavolo, opportunità di occupazione per 1,3 milioni di persone in Italia, che si classifica così come il principale produttore mondiale con circa il 70% della produzione destinato a vini Docg, Doc e Igt. Sul territorio nazionale, spiega ancora Coldiretti, ci sono 567 varietà iscritte al registro viti, contro le 278 dei cugini francesi, a dimostrazione del ricco patrimonio di biodiversità su cui può contare l’Italia che vanta lungo tutta la Penisola la possibilità di offrire vini locali di altissima qualità grazie ad una tradizione millenaria.
Un primo passo verso la “normalità” quindi, anche per la viticoltura italiana, che in questi mesi ha subito la chiusura totale di tutte le attività collegate in qualche modo al consumo fuori casa, con anche l’azzeramento del flusso turistico, che non sono stati compensati dall’aumento delle vendite nei supermercati dove l’offerta è più orientata a prezzi bassi su prodotti di più largo consumo. Ad essere colpita, continua la Coldiretti, è stata soprattutto la vendita di vini di alta qualità, che trova un mercato privilegiato di sbocco in alberghi e ristoranti in tutto il mondo. Ad aumentare notevolmente sono state le giacenze dei vini più blasonati, con il risultato che quasi 4 cantine italiane su 10 (39%), secondo un’indagine Coldiretti/Ixè, registrano un deciso calo del fatturato con l’allarme liquidità che mette a rischio il futuro del vino italiano. A questo proposito, Coldiretti ha, fin da subito, aderito alla campagna #iobevoitaliano, per promuovere gli acquisti di vino italiano durante questo lockdown, ma non solo: è stata portatrice di proposte per alleggerire e aiutare a ripartire il comparto enoico italiano, come l’iva agevolata e un credito di imposta per i crediti inesigibili derivanti dalla crisi Covid -19. Ma, aggiunge, serve anche sostenere con massicci investimenti pubblici e privati la ripresa delle esportazioni con un piano straordinario di comunicazione sul vino che, sostiene la Coldiretti, rappresenta da sempre all’estero un elemento di traino per l’intero made in Italy, alimentare e non.
La Coldiretti ha presentato al Governo il piano salva vigneti con il quale, attraverso la distillazione volontaria, si prevede di togliere dal mercato almeno 3 milioni di ettolitri di vini generici da trasformare in alcol disinfettante per usi sanitari. La misura avrebbe inoltre l’importante effetto di favorire l’acquisto di alcol italiano che sugli scaffali è stato il prodotto che ha registrato il maggior incremento di vendite, praticamente triplicate secondo Iri, ma anche di ridurre le eventuali eccedenze produttive. Il piano della Coldiretti prevede anche la vendemmia verde su almeno 30.000 ettari per una riduzione di almeno altri 3 milioni di ettolitri della produzione sui vini di qualità, in modo da evitare un eccesso di offerta, considerate le conseguenze della pandemia sui consumi internazionali.

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