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STRATEGIE

Ripartire dai “cru”, e raccontandosi ad un pubblico nuovo: la strada tracciata dal Soave

Le 33 Unità Geografiche Aggiuntive nuovo punto di partenza, con la volontà di parlare direttamente ai consumatori. Gli spunti di Soave Versus

Reinventarsi nella forma e nella sostanza, in tempo di Pandemia, per raccontare l'evoluzione di un territorio storico che ora punta molto anche sui suoi “cru”, individuati dopo un lavoro durato anni, non come punto di arrivo ma di nuova ripartenza, e che esplora anche i linguaggi della multimedialità, ma anche per intercettare un pubblico nuovo, magari anche fatto di neofiti ed allargare la propria “fan base”, per usare il linguaggio dei social, trasformando le difficoltà dei tempi di oggi in stimolo e innovazione. È la strada tracciata per il Soave, territorio bianchista tra i più conosciuti ed importanti d'Italia, messa in campo dal Consorzio di Tutela del Soave, che non si è arreso alle limitazioni imposte dal Covid e per celebrare Soave Versus n. 20, evento tra i più longevi in Italia.
“Non abbiamo voluto fermarci - racconta Aldo Lorenzoni, direttore del Consorzio del Soave - ed allora abbiamo cambiato il format, cercando di innovare la struttura nel rispetto delle norme anti Covid. Mentre prima mettevamo in mostra il “mondo Soave” in una kermesse di tre giorni in un unico luogo, a questo gioro lo avviciniamo ai consumatori proponendolo nei ristoranti (fino al 9 ottobre) sotto il cappello di Soave Versus”.

Non uno ma tanti Soave Versus, quindi, per generare una sorta di effetto moltiplicatore visto che il Consorzio, in collaborazione con l’Associazione Hostaria, ha coinvolto ben 60 locali tra Verona e provincia. “Abbiamo pensato di arrivare al consumatore - prosegue Lorenzoni - stimolandolo a uscire di casa, invece di rimanere a casa a cucinare, come ha imparato durante il lockdown, per andare al ristorante ad un prezzo agevolato a fare un’esperienza piacevole, anche considerando che gli abbinamenti tra il Soave e i piatti sono stati pensati appositamente dagli chef”. Su www.soaveversus.com si trova l’elenco dei ristoranti e dei vini in degustazione e si possono acquistare voucher del valore di 10,15 o 20 euro a seconda dei locali.
Molto successo hanno avuto le serate tematiche con cui ha preso il via, dal 2 al 7 settembre, in cui il Soave è stato proposto sulla base territoriale delle Unità Geografiche Aggiuntive (Uga). Eventi questi che hanno attirato persone che mai avevano partecipato a Soave Versus e che, quindi, offrono al Consorzio l’opportunità di avvicinare una platea di consumatori ampia e diversa per raccontare il Soave nella sua massima espressione, quella delle colline e dei cru identificati dopo un lungo lavoro di caratterizzazione del territorio. Un lavoro racchiuso nel libro “Soave Terroir - Le 33 Unità Geografiche Aggiuntive del Soave” - sostenuto dalla Banca Popolare di Verona - dedicato al percorso che ha condotto all’identificazione di 33 Unità Geografiche Aggiuntive tutte nell’area collinare della Doc Soave.
“Non un punto di arrivo, ma di partenza - ha sottolineato Sandro Gini, presidente del Consorzio del Soave - in attesa di un protocollo di produzione per le 33 Uga e quindi della loro tutela. Storicamente la produzione del Soave è partita dalle colline e dopo il successo mondiale del vino si è espansa alla pianura. Cinquanta anni fa la necessità di valorizzare le uve ha spinto alcuni pionieri (tra cui il padre Olindo Gini, ndr) a fondare il Consorzio. Oggi le Uga, i luoghi in cui questo vino bianco può esprimere al meglio tutta la sua variegata espressività, rappresentano un grande valore. Celebrano le caratteristiche molto diverse dei vini prodotti su suoli differenti con espressioni costanti di annata in annata, che possono intrigare il consumatore che voglia cogliere le differenze”. Differenze che sono state confermate dalla caratterizzazione analitica metabolomica e sensoriale, anch’essa riportata nel libro.
I contenuti del libro saranno estrapolati e animati in video con una grafica giovane e fresca per parlare al pubblico dei social in maniera innovativa. Dal libro, inoltre, è partito un progetto video in cui i produttori delle Unità Geografiche rivendicate nel 2019 ne descrivono le peculiarità raccontando vigneti e vini.
“Per noi era importante segmentare la denominazione - spiega il direttore Lorenzoni a proposito delle Uga - arricchire la piramide qualitativa con un vertice che proponesse un racconto nuovo. Si parla di un’area di produzione limitata su cui insistono diverse aziende che potrà produrre una piccola quantità di bottiglie. Quest’anno sono state rivendicate 26 Uga su 33, un risultato notevole, per 270 ettari che corrispondono al 25% dell’area del Soave Classico ed a 3 milioni di bottiglie su un totale di 12 milioni del Classico e dei 40 milioni totali. Il percorso è appena iniziato e contiamo di incontrare la curiosità e l’attenzione dei mercati”.
Il libro rende conto di come negli ultimi 20 anni il territorio della denominazione sia stato indagato dettagliatamente nella sua interezza e non solo nelle aree vitate, ma anche quelle forestali, con particolare attenzione alla biodiversità in senso lato.
Il riconoscimento nel 2015 alle Colline vitate del Soave di “Paesaggio rurale di interesse storico”, primo in Italia, è stato un punto di partenza per orientare e tutelare la viticoltura delle aree difficili attribuendo le risorse secondo nuovi criteri. La Regione Veneto, in cui il vigneto è decisamente protagonista, ha adottato delle chiavi di lettura del territorio regionale tese a premiare la virtuosità dei viticoltori nella tutela della storicità.
“In base ai registri informatizzati - ha annunciato Gianluca Fregolent, direttore della Divisione Agroambiente della Regione Veneto - sovrapponendo le mappe regionali a quelle delle aree vitate che hanno ottenuto i diversi riconoscimenti (Sistemi del Patrimonio Agricolo di rilevanza mondiale-Giahs della Fao, quelli Unesco, vigneti storici ed eroici secondo l’articolo 7 del Testo Unico) inseriremo in un elenco le vigne che vi ricadono, e con un automatismo i rispettivi beneficiari dei contributi regionali che, quindi, li otterranno di diritto. Fermo restando che se qualche imprenditore non volesse aderire perché non nella possibilità di rispettare i vincoli che porremo avrà la possibilità di rinunciarvi”.

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