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ECONOMIA

Salgono le zone rosse e crollano (-48%) i consumi fuori casa. Domani incontro tra Governo e Fipe

Per bar, ristoranti, pizzerie ed agriturismi Coldiretti prevede una perdita di almeno 30 miliardi di fatturato. E il Natale è un’incognita
Coldiretti, COVID, FIPE, PANDEMIA, RISTORANTI, Non Solo Vino
Ristoranti chiusi nelle zone rosse che aumentano, mentre calano ancora gli affari

Aumentano le zone rosse e, di conseguenza, cala il giro del mondo della ristorazione. Con l’ingresso dell’Abruzzo, salgono a 280.000 i bar, i ristoranti, le pizzerie e gli agriturismi chiusi per un crollo del 48% dei consumi fuori casa nel 2020 con una perdita di almeno 30 miliardi di fatturato. Numeri pesanti, quelli divulgati da Coldiretti, che fotografano l’impatto delle limitazioni poste alla ristorazione con l’emergenza Covid e che generano un effetto a valanga sull’intera filiera per il mancato acquisto di alimenti e bevande. “Alle difficoltà del lockdown primaverile - sottolinea Coldiretti - si sono aggiunte le chiusure a catena di ottobre e novembre, evidenziate anche da Confcommercio, ma la situazione potrebbe ulteriormente peggiorare nel caso in cui i vincoli al consumo fuori casa si dovessero estendere alle feste di fine anno, con Natale e Capodanno alle porte”.

Uno scenario particolarmente difficile con il futuro del settore che sarà al centro, domani mattina, dell’Assemblea Fipe/Confcommercio (Federazione Italiana Pubblici Esercizi) che ha ricordato come questa sia “una crisi economica e sociale senza precedenti che, solo nei primi sei mesi dell’anno, ha determinato una perdita di fatturato di 19 miliardi di euro, destinati a diventare oltre 26 entro la fine di dicembre. In questo quadro, diventano essenziali le politiche di rilancio da mettere in campo sin da subito per scongiurare il collasso di un comparto essenziale per la filiera agroalimentare italiana e per il turismo”.

La tavola rotonda “La ristorazione tra sicurezza e sviluppo” vede la partecipazione di Lino Enrico Stoppani, Presidente Fipe/Confcommercio, Carlo Sangalli, presidente Confcommercio, Dario Franceschini, Ministro per il Turismo, Teresa Bellanova, Ministro per le Politiche Agricole e lo chef Massimo Bottura. Previsto anche un intervento del Premier Giuseppe Conte.

Coldiretti ha ricordato che la serrata imposta dalle misure anti contagio “si estende a regioni dove molto diffuso è il consumo alimentare fuori casa e colpisce complessivamente oltre tre locali su quattro (75%) di quelli esistenti in Italia compresi oltre 20.000 agriturismi”. Un problema che tocca l’intera filiera agroalimentare alle prese con disdette di ordini per le forniture di molti prodotti agroalimentari, dal vino all’olio, dalla carne al pesce, dalla frutta alla verdura ma anche salumi e formaggi di alta qualità che trovano nel consumo fuori casa un importante mercato di sbocco. “In alcuni settori come quello ittico e vitivinicolo la ristorazione - conclude Coldiretti - rappresenta addirittura il principale canale di commercializzazione per fatturato. Le limitazioni alle attività di impresa devono dunque prevedere un adeguato e immediato sostegno economico lungo tutta la filiera per salvare l’economia e l’occupazione”.

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