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TURISMO ENOGASTRONOMICO

Se Firenze rischia di “espellere i residenti e con loro anche l’identità gastronomica fiorentina”

A dirlo i fiorentini sondati da MetaFirenze e “Firenze Spettacolo” sulla ristorazione. Per il 55% la qualità è in calo, il 61% chiede prezzi più bassi
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Un caffè con vista su Firenze (ph: Depositphotos)

È peggiorata la qualità e i prezzi dovrebbero essere più bassi. Sono questi i trend evidenziati da un’indagine online di MetaFirenze, la “piazza” di voto virtuale sulle questione che riguardano la città di Firenze, in collaborazione con la rivista “Firenze Spettacolo”, che ha interrogato un campione di 258 persone sul tema ristorazione, la principale rete di valorizzazione dei prodotti italiani e locali. Però secondo il 55% dei fiorentini la qualità della ristorazione della “culla” del Rinascimento è peggiorata negli ultimi anni, mentre il 61% chiede prezzi più accessibili e solo il 3,9% dichiara di mangiare stabilmente in centro, “a conferma - secondo i promotori dello studio - della crescente distanza tra l’offerta del cuore turistico della città e le esigenze dei residenti”.
Un problema quello del trovare il giusto equilibrio tra l’afflusso di visitatori e le necessità dei cittadini di cui WineNews si è occupato più volte (confrontandosi con storici italiani come Massimo Montanari e Gianni Moriani, e anche con il gastronomo e fondatore Slow Food, Carlin Petrini) e del quale il sondaggio fiorentino, seppur svolto a livello locale, racconta comunque le criticità di una delle città più visitate d’Italia, valida cartina di tornasole di un trend forse più generale.
“Siamo passati da 50 a 500 ristoranti in centro. L’offerta si è moltiplicata ma ha perso identità - ha commentato il giornalista e critico gastronomico toscano Leonardo Romanelli - troppi locali sono nati solo per i turisti, con una proposta banalizzata e standardizzata. È difficile oggi trovare una vera trattoria dove si possa passare una buona serata senza per forza mangiare sempre le stesse cose”.
Trattorie tradizionali, osterie moderne e pizzerie restano i locali preferiti: il 47% degli intervistati va a cena fuori 1-2 volte al mese, il 13% preferisce uscire sempre nei giorni feriali, il 58% spende in media tra i 20 e 35 euro a persona (bevande escluse) con un 35% che spende, invece, tra i 35 e i 50 euro.
“Il centro storico - ha aggiunto Leonardo Tozzi, direttore “Firenze Spettacolo” - si sta trasformando in un non-luogo. I provvedimenti per salvaguardare il patrimonio sono legittimi, ma senza politiche parallele di accessibilità per i cittadini si rischia di espellere i residenti e con loro anche l’identità gastronomica fiorentina”.

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