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Simposio Masters of Wine - Comunicazione, “il futuro è il web, anche per il vino”. Parola di Jancis Robinson, tra le firme più seguite al mondo. Daniel Alegre, presidente Business Solutions di Google: “su internet la comunicazione è emozionale”

“Il futuro è il web, anche per la comunicazione del vino. Un web che ha reso il vino più democratico, perché non ci sono più due-tre guru che dettano legge, ma tante voci e anche tanti appassionati che creano contributi. E i giovani spingono in wine-writer ad assere più rigorosi ed onesti, sono più cinici e si accorgono subito se sei onesto, o se quello che scrivi è qualcosa di commerciale”. Così Jancis Robinson, tra le firme più seguite del vino mondiale, nel Simposio dei Masters of Wine (Firenze, 15-18 maggio), dove si è parlato di comunicazione del futuro e del presente, e di carta stampata vs online. “La carta stampata è destinata a perdere, sopravviverà per pubblicazioni di grande prestigio ed estetica, ma l’online è destinato a vincere. Anche io non ci credevo, e quando ho lanciato jancisrobinson.com, tanto che è nato da uno stimolo esterno di giovani che mi chiedevano come trovarmi. E mi sono resa subito conto che se volevo renderlo di successo dovevo creare un link diretto con le persone. C’è chi ha scommesso che non avrei tirato su un euro dal sito, ma ha perso. È chiaro che sopravviveremo se sapremo adattarci alle innovazioni e alle tendenze che saremo in grado di cogliere, o che ci verranno segnalate. Per esempio, di recente quello che abbiamo scritto sul Barolo, è stato molto più seguito di quanto scritto su Bordeaux, che storicamente era uno dei temi che calamitava più attenzione. La cosa più importante è che bisogna davvero crescere, evolversi. Un sito web - aggiunge la Robinson - per quanto autorevole, però, non è il modo migliore per formare nuovi bevitori di vino, è qualcosa dove cerca informazione un consumatore già più evoluto”.

In ogni caso, chi cerca informazioni sul web, sul vino come su tutto il resto, “cerca esperienze, serve interazione con lettori, quella di internet è una comunicazione “proattiva”, ha aggiunto Daniel Alegre, presidente Worldwide Partnership & Business Solutions di Google. “I video, per esempio, stanno cambiando il paesaggio dell’editoria: il “New York Times”, per esempio, sta diventando uno dei maggiori produttori di video tra i grandi media del mondo, il consumo di video sta esplodendo,
Internet sta aprendo tantissime possibilità, ci sono tanti dati ed interazioni che possono andare a vantaggio del consumatore. E nel vino vale quello che vale per tutto il resto: devo creare una relazione con il consumatore, non c’è più mediazione, ma si deve puntare su un rapporto diretto”.

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