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SUGLI OGM E’ SCONTRO VENETO-GALAN. L’ASSESSORE ALL’AGRICOLTURA DELLA REGIONE VENETO FRANCO MANZATO: “L’AGRICOLTURA NAZIONALE SIAMO NOI, LE REGIONI CON LE LORO IMPRESE, CUI LA COSTITUZIONE AFFIDA COMPETENZE ESCLUSIVE”

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L’assessore all’agricoltura della Regione Veneto, Franco Manzato

“L’agricoltura nazionale siamo noi, le Regioni con le loro imprese, cui la Costituzione affida competenze esclusive e semmai è materia di legislazione concorrente quella relativa ai rapporti delle Regioni con l’Unione Europea, non il merito di una scelta che la stessa Ue ha avallato da mesi. Il resto conta poco, se dobbiamo rinunciare alla nostra stessa sovranità. Il Ministro su questo dovrebbe battere i pugni a Bruxelles. Perché qui non si tratta di libertà di commercio ma di lungimiranza e di salvaguardia della nostra libertà e della nostra identità. Ogm significa dipendenza da altri: commerciale, economica, di scelte imprenditoriali, mentre l’agricoltura, come l’ambiente, non è monetizzabile. Non serve avere un grande conto in banca se poi il nostro futuro si affida ad una biodiversità a rischio, sementi sterili, risorse naturali impegnate su orientamento di interessi economici di chi con la terra non ha dimestichezza e risorse naturali compromesse”. A ribadirlo è l’assessore all’Agricoltura della Regione Veneto Franco Manzato, oggi a Roma alla Commissione Politiche Agricole convocata dal Ministro Giancarlo Galan per approfondire la questione delle linee di coesistenza. Ministro che, dopo la dichiarazione dell’Alto Adige “Ogm free”, ha detto di non aver “mai messo in discussione la competenza di Regioni e Province autonome sia in materia di coltivazione di Ogm, sia in materia di elaborazione delle norme di coesistenza tra le stesse e le colture convenzionali e biologiche”, premettendo però di voler affrontare il problema “sulla base della legislazione attualmente in vigore a livello europeo e nazionale” che “consente di vietare la coltivazione, solo se si ha motivo fondato di ritenere che un Ogm rappresenti un rischio per salute ed ambiente”.

Ma per Manzato, “l’agricoltura vale molto di più delle sottigliezze da azzeccagarbugli. E quella italiana e al suo interno quella veneta, hanno un valore che deve essere tutelato ad oltranza, su tutti i fronti, nazionale, europeo e internazionale. Come possiamo conciliare e difendere il riconoscimento di patrimonio dell’umanità dato alla dieta mediterranea - aggiunge Manzato - e operare per aprire in maniera generalizzata a colture di organismi geneticamente modificati che non appartengono al nostro territorio e che ci rendono di fatto dipendenti dall’estero?”.

“Su tale questione - ricorda Manzato - le Regioni sono state chiare e unanimi: il Ministro è stato impegnato a rappresentare, anche in occasione delle riunioni in sede comunitaria, la posizione unanime delle Regioni e delle Province autonome di assoluta contrarietà rispetto alla autorizzazione della coltivazione degli organismi geneticamente modificati sul territorio nazionale; il Ministro proceda invece con l’esercizio della clausola di salvaguardia per vietare la coltivazione del Mais Mon 810 e della patata Amflora. La partita delle linee di coesistenza - conclude Manzato - è, nel merito tecnico e giuridico, superata dai nuovi orientamenti proposti dalla Commissione Europea ancora nel luglio”.

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