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Sugli scaffali della Gdo di Francia tornano a volare le bollicine. Specie quelle del Prosecco

Iri: tra luglio 2020 e luglio 2021, il Prosecco, re dell’aperitivo, al +24%: 14 milioni di bottiglie e 90 milioni di euro
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Nella Gdo francese tornano a correre le bollicine

Dopo il crollo dei consumi del 2020, tutti hanno pagato lo scotto dei due mesi in lockdown, anche il vino, ed in particolar modo le bollicine, in Italia come in Francia, dove, come raccontano gli ultimi dati Iri, il peggio sembra essere definitivamente alle spalle. A partire dagli scaffali della distribuzione moderna, dove le vendite di bollicine hanno fatto segnare, tra luglio 2020 e luglio 2021, una crescita del +10% a volume e del +11% a valore sui 12 mesi precedenti (luglio 2019-luglio 2020), riportando in positivo il settore, dopo il calo del secondo trimestre 2020 (-10,5%), che torna così a crescere.
Un rimbalzo certamente atteso, anche in virtù “di due anni, il 2018 ed il 2019, che, tra Gilet Gialli e Legge EgAlim, che hanno compresso le vendite di vini e spumanti”, come ricorda, al magazine francese “Vitisphere”, Éric Marzec, direttore del settore vino di Iri. Che sottolinea la performance, assolutamente rilevante, del Prosecco, che nel periodo in esame ha registrato un aumento delle vendite del 24%, sia a volume che a valore (14 milioni di bottiglie per 90 milioni di euro). Numeri importanti, ma ancora lontanissimi dallo Champagne, mai realmente impensierito dalle bollicine tricolori, con un giro d’affari, sul mercato interno, di 816 milioni di euro per 40 milioni di bottiglie.
Di certo, il Prosecco ha l’enorme merito di aver conquistato una fascia di consumo importantissima, legata all’aperitivo e ai giovani. “Vista la differenza di prezzo tra Champagne e Prosecco, non si tratta necessariamente dello stesso consumatore e della stessa occasione di consumo, ma non esiste una cannibalizzazione del Prosecco sullo Champagne”, commenta Éric Marzec, sottolineando però che a pagare lo scotto della concorrenza con il Prosecco sono i Crémant, che hanno un prezzo più vicino al Prosecco.
Oggi, “il mercato degli spumanti sta cambiando, con la denominazione Prosecco che è uscita fuori da un giorno all’altro, ha rimescolato le carte e ha dato una spinta alla categoria”, aggiunge, ancora al magazine on line “Vitisphere”, Stéphane Friez della catena della Gdo Intermarché. Per il responsabile del settore vino di Les Mousquetaires, altro gruppo della distribuzione francese, “il mercato degli spumanti non si è ancora stabilizzato. Il Prosecco ha rivoluzionato il segmento entry level, mentre gli Champagne hanno perso molto con la legge EgAlim e l’abolizione delle promozioni, è ancora un mercato alla ricerca di se stesso”.

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