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L’APPELLO

Resilienza idrica: “se in Italia i soldi si trovano solo per le emergenze, c’è un problema”

Così Anbi-Associazione Nazionale Consorzi Gestione Tutela Territorio ed Acque Irrigue. Il clima mina il futuro dell’agricoltura e delle aree interne

“Se in Italia i soldi saltano fuori solo in emergenza, c’è un problema. Il Piano Invasi Multifunzionali è un’esigenza del Paese di fronte alla crisi climatica, che mina il futuro dell’agricoltura e delle aree interne. Per questo dobbiamo rilanciare le nostre proposte come un mantra, perché prevenire fa anche risparmiare. La disponibilità d’acqua deve essere una priorità per il Paese e dobbiamo accelerare sulle tempistiche, perché non possiamo aspettare fino a 15 anni per vedere realizzata un’opera. Il Piano Idrico Nazionale rappresenta un passo avanti nella programmazione, cui però bisogna dare ora concretezza, garantendo tempi certi per le risorse. Con il Pnrr abbiamo dimostrato di saper rispettare gli stringenti cronoprogrammi europei, sapremo fare altrettanto con i Fondi per la Coesione”. È l’appello lanciato da Francesco Vincenzi, presidente Anbi-Associazione Nazionale Consorzi Gestione Tutela Territorio ed Acque Irrigue, dall’Assemblea Nazionale dei Consorzi di Bonifica ed Irrigazione, in questi giorni a Roma, dove sono intervenuti anche i Ministri per gli Affari Europei, il Pnrr e le Politiche di Coesione Tommaso Foti, e dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida, ai quali, ha detto “mettiamo a servizio del Paese il nostro know how e la nostra passione; chiediamo di collaborare con tutti soggetti deputati alla programmazione territoriale”.
“I consorzi di bonifica si confermano un punto di riferimento decisivo per la messa a terra del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, grazie a 258 interventi già conclusi e rendicontati per un investimento complessivo di 5,4 miliardi di euro - ha dichiarato il Ministro per gli Affari Europei Tommaso Foti - oggi l’acqua non è più soltanto un tema di interesse ambientale, ma rappresenta un asset strategico per traguardare gli obbiettivi europei del 2030, che prevedono un incremento del 10% nella resilienza complessiva dell’Ue: traguardi che, senza un’adeguata attenzione al settore idrico, sarebbero difficilmente raggiungibili. Nella Politica di Coesione per la programmazione 2021-2027, in linea con le indicazioni della Commissione Europea che individua, nella resilienza idrica, un pilastro per il futuro, l’Italia ha innalzato, a 2,4 miliardi di euro, l’impegno per la progettazione, l’attuazione e la rendicontazione di interventi da completare entro il 2029. Al momento - ha reso noto il Ministro - sono prenotati solo 400 milioni di euro per 180 interventi: esistono quindi ancora ampi margini per presentare nuovi progetti cantierabili in tempi rapidi. A fronte di questi numeri, emerge la necessità di superare la retorica di un ambientalismo ideologico, che si oppone alle infrastrutture necessarie come le dighe; tra le priorità operative vi è, inoltre, la pulizia dei fondali degli invasi, i cui sedimenti non devono più essere considerati rifiuti speciali e quindi complicati da smaltire, bensì risorse da valorizzare nell’ottica dell’economia circolare. La strada da percorrere è ancora lunga. Per vincere la sfida sarà decisivo rafforzare la cooperazione istituzionale, superando l’attuale frammentazione delle competenze, uno dei mali storici del settore, attraverso una sinergia efficace tra Stato centrale, regioni, enti locali, consorzi di bonifica e soprintendenze. Solo così - ha concluso il Ministro - la risorsa idrica potrà essere tutelata e resa pienamente disponibile per tutti i suoi utilizzi: agricolo, industriale e civile”.
“L’acqua è indispensabile per l’agricoltura, l’agricoltura è centrale per la tutela dell’ambiente e l’ambiente è determinante per la gestione del clima – ha affermato il Ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida - come Governo abbiamo voluto restituire una visione strategica a questo tema, seguendo il modello virtuoso dei consorzi di bonifica, che riescono ad individuare i bisogni dei territori, programmare gli interventi, progettare ed attuare opere prioritarie per il Paese ed il futuro delle prossime generazioni. Per fronteggiare l’emergenza idrica e superare la storica sovrapposizione delle competenze, che non seguendo i confini naturali dei bacini idrici ha generato disfunzioni e blocchi amministrativi, abbiamo istituito una Cabina di Regia interministeriale. Dei 253 progetti strategici presentati dai consorzi di bonifica, ben 108 fanno capo direttamente al Ministero dell’Agricoltura. Attualmente - ha ricordato il Ministro - in Italia viene trattenuto appena l’11% dell’acqua piovana; è evidente la necessità di intervenire con soluzioni e strumenti strutturali. Già oggi, attraverso la pulizia dei fondali delle dighe, potremmo incrementare del 30% la disponibilità d’acqua. La Cabina di Regia sta lavorando prioritariamente su questo”.
“L’Italia ha bisogno delle aree interne, dove vivono 13 milioni di persone, che non devono essere certo un peso, ma una risorsa per il Paese - ha aggiunto Massimo Gargano, dg Anbi, nell’Assemblea alla quale sono intervenuti anche Ettore Prandini, presidente Coldiretti, Cristiano Fini, presidente Cia-Agricoltori Italiani, Luigi D’Eramo, Sottosegretario Ministero Agricoltura, Giorgio Salvitti, Consigliere Ministro Lollobrigida; Stefania Proietti, oresidente Regione Umbria, Piero Comnadini, presidente Consiglio Regionale Sardegna, e Giuseppe Romano, Capo Dipartimento per il Sud Presidenza del Consiglio dei Ministri - se non vogliamo pensare ad un reddito di restanza, dobbiamo però garantire loro servizi indispensabili, come la disponibilità d’acqua, perché la manutenzione del territorio nasce a monte e possiamo già annunciare che stiamo lavorando ad un accordo con le università per specifici corsi indirizzati a tali aree”.

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