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VINO & EVENTI

Target diversi, ma ad ottobre “ingorgo” tra Milano Wine Week e l’evento speciale b2b di Vinitaly

Due eventi vicini la cui gestione può creare difficoltà ad aziende e Consorzi. Che, per il futuro, puntano su meno eventi e più attività “dirette”

A detta di molti, il post covid cambierà il mondo degli eventi del vino. Come già emerso da un sondaggio di WineNews, la maggioranza delle cantine e delle imprese, che poi sono quelle che decidono a quali eventi affidarsi e ne decretano, in buona parte, valore e successo prevedono di partecipare a meno eventi di prima, guardando in particolare alle grandi fiere di respiro internazionale, anche se non manca chi pensa di focalizzarsi di più su eventi più piccoli nei propri territori. Molti, invece, sostituiranno parte della loro attività con strumenti digitali, e comunque più snelli, e con un’attività di sostegno alle attività ed alla ripresa della ristorazione, che, con la ripartenza diventerà, o meglio tornerà sempre più “trait d’union” tra addetti ai lavori e consumatori del vino. Visione confermata, ancora una volta, da imprese e Consorzi, sentiti da WineNews dopo la notizia ufficiale del rinvio di Vinitaly al 2022 (anticipato da nostri rumors). Notizia che è arrivata contestualmente alla conferma di “Opera Wine” di “Wine Spectator” a Verona, il 19-20 giugno, in contemporanea con “La Prima” dell’Arena di Verona, concomitanza che molti leggono come grande occasione di comunicazione e di racconto della vitalità di un vino made in Italy che ha sofferto come tutti i colpi della pandemia, ma che resiste e cerca di guardare avanti. E, insieme, Veronafiere ha anche annunciato un evento speciale, business to business, dal 16 al 18 ottobre, a Verona. Che partirebbe, dunque, pochi giorni dopo la fine della “Milano Wine Week”, in calendario dal 2 al 10 ottobre, tornando a scaldare l’asse degli eventi tra Verona e Milano. Beninteso: Vinitaly e Milano Wine Week sono due manifestazioni tanto diverse, per storia, dimensione, target e portata internazionale, con la fiera più importante di Veronafiere riconosciuta da imprese ed istituzioni come piattaforma primaria per l’internazionalizzazione del vino italiano, mentre l’altra è una manifestazione giovanissima, più rivolta al business to consumer, e oggettivamente focalizzata sulla piazza, pur importante, di Milano.
In ogni caso, per le imprese del vino si torna a configurare un binomio di eventi (di cui peraltro non si conoscono ancora i dettagli, con quelli della “Milano Wine Week” che saranno svelati il 29 marzo, mentre dell’evento speciale di Vinitaly ad ottobre 2021 ad oggi si sa, dalle parole del dg Veronafiere Giovanni Mantovani, che “sarà rigorosamente business to business che segnerà la ripresa delle relazioni commerciali nazionali e internazionali in presenza a Verona dal 16 al 18 ottobre) ravvicinati, per quanto diversi, non semplice da gestire né a livello organizzativo né, verosimilmente, economico, perchè al di là della tenuta complessiva del settore, è evidente che qualche difficoltà di liquidità esista, e che le imprese oggi più che mai valutino attentamente costi e benefici di ogni azione che vanno ad intraprendere, compresa la partecipazione agli eventi. In ogni caso, l’annuncio dell’evento di Vinitaly ad ottobre 2021, ha suscitato la reazione di Federico Gordini, a capo dell’organizzatore della “Milano Wine Week”, con una lettera aperta dai toni tutt’altro che diplomatici.
“Ce lo aspettavamo. Ma pensavamo che questo periodo così difficile avesse fatto comprendere a tutti gli interlocutori del mondo eventistico e fieristico l’importanza di fare sistema. Di rispettare gli altri player e il loro lavoro. Siamo spiacenti e addolorati per il rinvio di qualsiasi evento o fiera, soprattutto per le tante persone che ci lavorano. Ma questo non autorizza nessuno a ribaltare i calendari senza alcun dialogo. La Milano Wine Week celebrerà la sua quarta edizione dal 2 al 10 ottobre, date che sono state rese pubbliche al termine della manifestazione 2020. Oggi leggiamo che un player, dopo avere deciso di rinviare la propria manifestazione come purtroppo sono state costrette a fare tutte le più grandi manifestazioni internazionali, propone la creazione di un nuovo evento “speciale” a ottobre. Il fair play imporrebbe, anche nelle situazioni più difficili, il rispetto delle parti”. Un rispetto che secondo Gordini non c’è stato, né sarebbe stato raccolto a “fare sistema”, e tutti “hanno il diritto di non rispondere all’invito a fare sistema, osteggiando in maniera palese una manifestazione nonostante i tanti inviti a costruire progetti congiunti nel rispetto delle parti che la nostra organizzazione ha formulato. Ma il rispetto di un calendario, di una scansione naturale che permette a più strutture e a più città di avere il loro spazio e il loro momento di focus, non può essere assolutamente messo in discussione”.
Un j’accuse, seguito dalla richiesta ad imprese e consorzi che lo riterranno opportuno di sostenere la Milano Wine Week, “un’impresa come le vostre, di quelle che di incentivi non ne hanno praticamente avuti - scrive Gordini - e che lottano ogni giorno per dare la possibilità ai propri collaboratori e ai propri fornitori di lavorare. Un’impresa che sceglie, da anni, di rischiare ed investire nell’interesse esclusivo della valorizzazione della filiera vinicola. Che nel 2020 ha avuto il coraggio di organizzare l’unico evento italiano dedicato a vino e di costruire un progetto internazionale caratterizzato da un’innovazione straordinaria. Che fino a questo momento ha operato grazie al supporto e all’investimento di aziende e Consorzi senza particolari sostegni economici da parte delle istituzioni. E a proposito di sostegni di Stato - sottolinea ancora Gordini - visto il grande supporto che il suo Presidente in persona ha garantito al piano di sviluppo di uno dei player della promozione vinicola italiana, ci auguriamo che la lettera da noi inviata ad Ice con una specifica richiesta di sostegno al nostro piano internazionale (con 132 degustazioni previste in 11 città di 7 mercati) al momento rimasta priva di riscontro, non resti senza risposta o non ottenga - come nella scorsa edizione - i riscontri dovuti ad un interlocutore che porta avanti gli interessi della filiera vinicola italiana al pari di altri. Ci auguriamo ovviamente che il buon senso trionfi, che le Fiere ricevano gli indennizzi di Stato che spettano loro e che le manifestazioni non fieristiche ottengano dalle istituzioni il riconoscimento e il supporto che meritano. Che si ritorni al più presto ad un calendario normale dove il challenge non sia legato alle date ma al fornire le migliori opportunità alla filiera vinicola”.

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