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L’INIZIATIVA

Trasformare l’ecomostro nella porta del territorio: il progetto di Querciabella nel Chianti Classico

A Greve in Chianti ha acquisito un’area di 7.000 metri quadri, che sarà demolita e riqualificata, tra logistica, un vigneto didattico e spazi verdi
CHIANTI CLASSICO, GREVE IN CHIANTI, QUERCIABELLA, TERRITORIO, vino, Italia
Sebastiano Cossia Castiglioni alla guida di Querciabella

Spesso le cantine sono sentinella dei territori, ne preservano il paesaggio. A volte, però, vanno oltre, recuperandolo e trasformandolo in meglio. Come ha fatto la cantina Querciabella, realtà relativamente giovane (nata nel 1974) ma di primissimo piano del Chianti Classico che, a Greve in Chianti, ha rilevato - acquistandola in un asta pubblica a fine 2018 - un’area edificata, ma in abbandono da oltre 10 anni, di 7.000 metri quadri, proprio alle porte di uno dei territori più importanti del vino italiano e mondiale, le cui costruzioni, mai completate, saranno abbattute e riconvertite non solo in nuovo polo logistico dell’azienda (con l’80% di energia autoprodotta da fonti rinnovabili), ma in un “locus novus” per l’intera comunità, con un vigneto didattico e spazi verdi collegati attraverso il Parco Oriana Fallaci al centro di Greve, diventando così un unicum pedonabile - a fine lavori, programmati per la vendemmia 2021 - tra il nucleo storico e quella che diverrà a tutti gli effetti la nuova “Porta del Chianti”.
Un “ecomostro”, dunque, che diventa spazio produttivo, vivibile e valorizzante per il Paesaggio. Il primo “colpo di ruspa” della demolizione sarà dato il 4 maggio.

“Siamo felici e molto coinvolti in questo progetto - dichiara Sebastiano Cossìa Castiglioni, presidente di Querciabella - che ci darà modo di raccontare a quei quasi 2 milioni di persone e turisti che visitano il Chianti Classico ogni anno, una visione di sostenibilità per il territorio e un messaggio per le generazioni future attraverso le buone pratiche etiche in agricoltura, il mondo del biodinamico nel quale siamo impegnati da quasi 20 anni e la nostra idea di rispetto della vita altrui, anche animale, attraverso la scelta vegana della quale Querciabella è da sempre testimone riconosciuto a livello internazionale”.
Come detto, nello spirito del progetto, curato dallo Studio Mori Associati dell’architetto Spartaco Mori, la sostenibilità energetica e ambientale della nuova struttura sono fermamente al centro, con più dell’80% di energia autoprodotta attraverso fonti rinnovabili.
Un investimento importante per l’azienda, che si sviluppa su 100 ettari di cui 70 “appoggiati” sui declivi orientali della Valle della Greve, a ridosso del villaggio di Ruffoli e delle pendici del Monte San Michele, nel comune di Greve in Chianti, e 30 ettari nel comune di Alberese in Maremma, da cui nascono vini esportati in 54 Paesi, e premiati dalla critica di tutto il mondo.

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