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STORIE DI VINO

Tua Rita, 25 vendemmie di Redigaffi tra arte in bottiglia, con il Merlot in purezza, e in etichetta

Retrospettiva nel calice (1994-2019), con l’etichetta disegnata dal maestro delle “architetture fantastiche” Raffaele De Rosa, ma scelta dai social

Suvereto, in Val di Cornia, è un territorio dai colori e dalle luci forti, a metà tra il Mar Tirreno e le Colline Metallifere. Un posto nel quale i vini esprimono questa “abbondanza” di odori e sapori: succede anche nelle etichette di Tua Rita, azienda nata quasi per caso nel 1984 per volere di Rita (Tua) e Virgilio (Bisti), che trovarono, in questo angolo di Toscana, il posto dove vivere a contatto con la natura. La passione per i frutti di questa terra, però, in primis l’uva, ha portato la coppia a trasformarsi in viticoltori, seguiti fin dall’inizio dall’enologo Luca D’Attoma. Dopo quasi 40 anni di storia, ieri, una celebrazione, in pieno stile medievale, con una cena immersa tra i vigneti, Tua Rita ha celebrato la vendemmia n. 25 del vino icona, il Redigaffi, con la regia di Stefano Frascolla, insieme alla moglie Simena Bisti e il figlio Giovanni Frascolla.
Il Redigaffi, icona di Tua Rita, è tra i fine wine italiani nella Liv-Ex Power 100, la selezione, ristrettissima, delle etichette più riconosciute e vendute al mondo, con quotazioni da “blue chips”: disegnata, come tutte le etichette dell’azienda, dal maestro livornese delle “architetture fantastiche” Raffaele De Rosa, quella “celebrativa” 2019, è stata scelta dai wine lover attraverso un contest sui social.
Alla fine, sono stati oltre 2.000 i like sui profili di Tua Rita, che hanno premiato “Lo scudiero illuminato”, il dipinto che rappresenta un giovane guerriero e fedele soldato che prepara i suoi compagni alla battaglia. È l’inizio del viaggio, è il personaggio che anticipa il dì di festa, è l’alba della vittoria.
“Redigaffi è un vino nato da un’intuizione che diventa un progetto e l’emblema dell’azienda”, ha spiegato, a Winenews, Stefano Frascolla, raccontando il Merlot in purezza, che è adesso in commercio con la 2019, la vendemmia n. 25: “abbiamo voluto creare un modo diverso di parlare del nostro vino coinvolgendo coloro che ci seguono rendendoli così partecipi di questo percorso”. “Il venticinquennale del Redigaffi è un traguardo emozionante non solo dal punto di vista anagrafico, ma celebra - spiega ancora Stefano Frascolla - l’evoluzione del nostro Merlot in purezza. Come percorso di vita, ha attraversato tre fasi che nell’immaginario riconduciamo ad infanzia, adolescenza e maturità. Così, se nell’infanzia la sua naturale potenza è stata mediata da una certa morbidezza, nell’adolescenza ha tirato fuori il suo carattere impetuoso, una forza quasi indomita che lo ha portato al raggiungimento di notevoli traguardi in termini di critica enologica, fino ad arrivare alla maturità in cui la sintesi tra morbidezza e opulenza ne hanno fatto un vino di grande eleganza ed equilibrio. La qualità è sempre maggiore: migliorarla è un obiettivo per il futuro”.
Ed, in effetti, gli assaggi (con un pubblico delle grandi occasioni, con opinion leader da tutto il mondo, ndr) delle venticinque annate, dal 1994 al 2019 (la vendemmia dei sogni per un produttore di vino), confermano il valore di questo simbolo della creazione del Merlot in purezza d’Italia: dall’eleganza e alla dolcezza della prima annata, il 1994, alla vendemmia 1999, esplosiva, dai connotati caldi, grazie all’estate di luce e di sole, ad un’annata di equilibrio come la 2000: una primavera leggermente piovosa che creò le giuste riserve idriche per un’estate soleggiata, che ha dato vita ad un Redigaffi che fu definito dal “critico dei critici”, Robert Parker (“The Wine Advocate”), “icona del vino italiano”. Ma, da questa annata, che anche per WineNews rimane perfetta, bellissima, superba, elegante, veramente un punto di riferimento, non possiamo non ricordare anche due piccoli gioielli di annate considerate minori e complicate (perchè tanto piovose e quindi fredde), ma che poi alla prova del bicchiere, dopo anni, non lo sono: la 2002 e la 2014. Insomma, due piccole annate unite dall’essere veramente eleganti, deliziose, fresche, aromatiche, profonde ed anche di buona struttura. La prova, in fin dei conti, della variabilità del vino ed anche dei giudizi, di tecnici, di esperti e di critici. O per meglio dirla, di una delle grandi bellezze del vino. Prosit !

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