02-Planeta_manchette_175x100
Allegrini 2018

Ue, via libera al reimpianto degli olivi colpiti da Xylella, il settore olivicolo pugliese in ripresa. “Ora dobbiamo ripartire, guardando al futuro dell’olivicoltura e dell’agricoltura salentina”. Così il Ministro delle Politiche Agricole, Martina

È arrivato ieri il via libera dell’Unione Europea al reimpianto degli olivi colpiti dalla Xylella, il batterio che ha messo in ginocchio l’intero settore olivicolo pugliese. Le nuove disposizioni introdotte, approvate ieri nella riunione del Comitato Fitosanitario Permanente di Bruxelles, tengono conto delle richieste avanzate dall’Italia e prevedono: la possibilità di reimpianto delle specie ospiti nella zona infetta (ad esclusione degli ultimi 20 km più a nord); la possibilità di non abbattere le piante monumentali risultate non contaminate che si trovano nei 100 metri da una pianta infetta, a patto che venga protetta dal vettore e ispezionata periodicamente; la libera movimentazione dalla zona demarcata delle tre varietà di vite risultate non suscettibili (Negramaro, Primitivo, Cabernet Sauvignon).
Liberalizzare l’impianto vuol dire creare le condizioni per far ripartire la produzione e consentire agli olivicoltori, che da più di tre anni convivono con la Xylella, di risollevarsi. “Si tratta di un risultato importante - afferma il Ministro Maurizio Martina - ottenuto grazie al costante lavoro diplomatico fatto in queste settimane a Bruxelles. Ora dobbiamo ripartire, guardando al futuro dell’olivicoltura e dell’agricoltura salentina. Bene anche le misure di protezione rispetto alle importazioni dall’estero che danno più garanzie di sicurezza”. Per la Cia - Confederazione Italiana Agricoltori, il via libera Ue rappresenta un risultato fondamentale, ma l’emergenza non è finita: ora bisogna tenere alta l’attenzione perché le criticità sul territorio pugliese sono ancora tante, come dimostrano le tante aziende ancora chiuse e gli oliveti desertificati.

Copyright © 2000/2018


Contatti: info@winenews.it
Seguici anche su Twitter: @WineNewsIt


Questo articolo è tratto dall'archivio di WineNews - Tutti i diritti riservati - Copyright © 2000/2018

Altri articoli