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PROPRIETÀ INTELLETTUALE

Uk, il Consorzio del Prosecco batte il “Nosecco”: via dagli scaffali lo spumante analcolico

Lanciato nel 2017 dal gruppo francese Les Grands Chais de France, per l’Alta Corte britannica è fuorviante per i consumatori
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Il francese Nosecco, messo al bando dal Consorzio del Prosecco

Non solo in Italia, ma nel mondo, sono poche le denominazioni che possono vantare un livello di salvaguardia come quello del Prosecco, bollicina amata ovunque, e fin troppo spesso imitata e citata. A volte in modo goffo, altre con leggerezza, ma nulla sfugge all’occhio del Consorzio del Prosecco, che ha scovato una nuova - l’ennesima - “minaccia”: nel mirino questa volta è finito il “Nosecco”, uno sparkling senza alcol prodotto dalla francese Les Grands Chais de France, lanciato nel 2017 sul mercato britannico (probabilmente il più Prosecco addicted al mondo, ndr), e commercializzato praticamente ovunque, dalle catene della Gdo come Asda, Tesco, Morrisons e Co-Op al gigante dell’online Amazon. Dopo qualche mese, all’inizio del 2018, inizia la battaglia legale, con il Consorzio del Prosecco che si è rivolto direttamente all’Intellectual Property Office britannico, sostenendo che la registrazione del marchio “Nosecco” fosse fuorviante e troppo facilmente associabile al marchio Prosecco. Dal canto suo Les Grands Chais de France ha sempre sostenuto di aver scelto il nome “Nosecco” ispirata dalla parola italiana “secco”. Troppo poco per convincere l’Alta Corte inglese, a cui si è appellata l’Intellectual Property Office: la sentenza del giudice Nugee ha infatti dato ragione al Consorzio del Prosecco. Les Grands Chais de France non potrà più produrre e commercializzare il “Nosecco”, anche perché, come ha sottolineato il giudice, “non c’è bisogno che il tribunale dimostri la somiglianza tra Prosecco e Nosecco, le migliaia di post sui social dimostrano che i consumatori stanno già facendo questa associazione fuorviante”.

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