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BOLLICINE

Ultimo brindisi 2021, nel mondo, all’insegna degli spumanti Italiani, verso il record dell’export

628 milioni tappi tricolore pronti a saltare, per un 2021 da 1,9 miliardi di euro. E con l’Italia “regina” delle esportazioni Ue nei Paesi Terzi
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Ultimo brindisi del 2021, nel mondo, all’insegna degli spumanti Italiani

A casa, in famiglia, o con pochi o tanti amici, dopo un tampone per sicurezza ma senza rinunciare ad un po’ di socialità, o magari in piazza dove le cose vanno meglio e dove la stagione è più mite e consente di stare comodi anche all’aperto, oggi il mondo celebra l’ultimo brindisi al 2021, sognando un 2022 migliore. E, in tanti calici, il sapore sarà quello del made in Italy, con ben 620 milioni di bottiglie di spumanti tricolore che saranno stappate in tutto il mondo, i 29% in più sul 2020, secondo le stime aggiornate della Coldiretti (su dati Istat).
Con il valore delle sole esportazioni di bollicine made in Italy che raggiungeranno gli 1,9 miliardi di euro. Secondo le stime dell’organizzazione agricola, i consumatori più appassionati di sparkling italiani sono diventati gli americani, con gli Usa che, con +44% in quantità sul 2020, superano il Regno Unito, comunque in crescita nei volumi del +12%, nonostante la Brexit. E resta sul podio, in terza posizione, la stabilissima Germania, con +2% in volume. Tra i prodotti più apprezzati al mondo, secondo la Coldiretti, svettano il Prosecco, l’Asti e il Franciacorta, che crescono anche in Francia, terra di Champagne (+16%).
Ma lo spumante italiano piace molto anche in Russia (+52%), come anche in Cina (+29%) e Giappone (+18%). Tanto successo ma anche tante imitazioni per le bollicine italiane, ricorda la Coldiretti, fenomeno dilagante in tutti i continenti, a partire dall’Europa dove bottiglie di Kressecco e Meer-Secco tedesche vengono venduto anche sfuse alla spina nei pub inglesi. E si attende la decisione finale della Commissione Europea sulla domanda di registrazione della menzione tradizionale Prosek, il vino croato che nel nome richiama proprio la star degli spumanti tricolori.
Vendite positive, sottolinea, Coldiretti, anche in Italia, dove con le feste di fine anno verranno stappate 85 milioni di bottiglie, in aumento del 35% rispetto allo scorso anno. In crescita tutte le principali denominazioni, da quelle con metodo classico, come Trentodoc, Oltrepò Pavese e Franciacorta, a quelle a metodo italiano, come Asti e Prosecco (dal Conegliano Valdobbiadene Docg alla Doc, ad Asolo, ndr) o provenienti dalle altri territori che in questi ultimi anni hanno visto un aumento significativo delle produzioni di bollicine, spesso da vitigni storici o autoctoni.
Stime, quelle di Coldiretti, che arrivano nell’ultimo giorno di un anno che, dunque, sarà di riscossa per tutta la spumantistica europea, dopo un 2020 in flessione, come testimoniano i dati di Eurostat riportati dalla Commissione Europea. Anno decisamente più duro di quello che si sta chiudendo, quando tra lockdown e restrizioni ben più forti di quelle attuali, quasi ovunque nel mondo, le spedizioni di spumanti europei nei Paesi Terzi, sono diminuite del 6% in volume sul 2019, fermandosi a 494 litri rispetto ai 529 dell’anno prima. Un calo che, peraltro, ha interrotto un decennio di crescita costante ad un tasso del +8% di media all’anno, a partire dal 2010 (con il salto più alto fatto tra il 2013 ed il 2014, +11%).
Al top nelle esportazioni extra Ue in volume, secondo la Commissione, c’è il mondo Prosecco (con 205 milioni di litri, il 41% del totale), seguito dalla Champagne (66 milioni di litri, 13%) e lo spagnolo Cava (58 milioni di litri, 13% delle esportazioni complessive).
Le importazioni di spumanti extra Ue nei Paesi membri, invece, sono state pari a 9,3 milioni di litri.

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