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POLITICA E VINO

Un fondo Ue per tutelare agricoltura e vino dalle tensioni geopolitiche internazionali

La richiesta dei “Vignerons Indépendants de France” al Governo francese, che, fino a giugno 2022, sarà alla presidenza del Consiglio Europeo
FRANCIA, GEOPOLITICA, UE, VIGNERONS INDEPENDANTS, vino, Mondo
Jean-Marie Fabre, alla guida dei “Vignerons Indépendants de France”

La Francia, insieme ad Italia e alla Spagna, rappresenta una superpotenza del mondo del vino. E ora che è di turno alla guida del Consiglio Europeo, per 6 mesi, da oggi a giugno 2022, c’è chi gli chiede un intervento forte per proteggere il comparto enoico europeo tutto da vicende che non lo riguardano direttamente, come successo, per esempio, con la vicenda dei dazi introdotti anche su alcuni vini europei (di Francia e Germania, per esempio, ma non italiani) dagli Usa, nei mesi scorsi, nella disputa tra Airbus e Boing, la cui memoria sembra cancellata dai due anni di pandemia che ancora stiamo vivendo. A chiederla, nero su bianco, Jean-Marie Fabre, alla guida dei “Vignerons Indépendants de France” (che, intanto, ha rinviato, per Covid, a maggio 2022, dal 6 all’8, il suo “Salone”, originariamente in calendario dal 21 al 23 gennaio, a Rennes, ndr)”.
“Abbiamo bisogno di uno scudo per proteggere il settore agricolo dall’impatto delle crescenti tensioni geopolitiche. Con la massima fermezza, chiedo l’introduzione di una rete di sicurezza per le industrie che saranno vittime collaterali delle politiche tra Stati e potenze internazionali”, dichiara il viticoltore di Fitou rivolgendosi al Governo francese ed al presidente Emmanuel Macron, riporta il magazine “Vitisphere”.
L’dea di Fabre è uno strumento intersettoriale, un fondo da finanziare dalla perequazione del bilancio comunitario. Un fondo europeo dedicato, al quale potrebbero attingere i comparti che nel finiscono nel mirino delle dispute geopolitiche, mai dome, come raccontano anche i dazi enormi imposti dalla Cina ai vini australiani nei mesi scorsi. “Con la crescente tensione internazionale, ci sono rischi molto alti per l’industria, e abbiamo bisogno di costruire una rete di sicurezza economica”, sottolinea il presidente dei vignaioli indipendenti francesi.

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