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Una delicata storia, tra terapia e fornelli, di uno chef dentro per rissa con una pena da scontare in un centro per autistici, è la ricetta di “Quanto basta”, film di Francesco Falaschi dal 5 aprile al cinema con Vinicio Marchioni e Valeria Solarino

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Una delicata storia, tra terapia e fornelli: è la ricetta di “Quanto basta”, film di Francesco Falaschi, dal 5 aprile al cinema

Una delicata storia, tra amore, terapia e fornelli, che racconta di uno chef talentuoso, Arturo (Vinicio Marchioni), che, finito dentro per rissa, deve scontare la pena ai servizi sociali tenendo un corso di cucina in un centro per ragazzi autistici dove conosce Anna (Valeria Solarino) e Guido (Luigi Fedele), che ha la sindrome di Asperger e una grande passione per la cucina: ecco “Quanto basta”, il nuovo film del regista italiano Francesco Falaschi, dal 5 aprile al cinema (e, in conferenza stampa, il 29 marzo, alla Casa del Cinema, a Roma), con Notorious Pictures, Verdeoro e Rai Cinema, Tc Filmes e Gullane (il trailer: www.notoriouspictures.it/movie/quanto-basta/).
Nella nuova pellicola del regista, autore di corti e pellicole di successo come “Emma sono io” e “Questo mondo è per te”, sullo sfondo della Maremma, la sua terra di origine, con nel cast alcuni tra i più grandi attori italiani come Pierfrancesco Favino, Marco Giallini, Cecilia Dazzi, Valerio Mastandrea, Maria Grazia Cucinotta e Nicolas Vaporidis, e, tra gli altri, del corto “My Tuscany - Art storm”, in anteprima mondiale New York Film Festival, per promuovere la Toscana in America, l’improbabile amicizia tra Arturo e Guido, due personaggi borderline, li aiuterà a cambiare vita, rovesciando i rapporti tra chi ha bisogno d’aiuto e chi è in grado di aiutare. Questa volta, davanti alla cinepresa di Falaschi - sua anche la sceneggiatura del film con Filippo Bologna, Ugo Chiti e Federico Sperindei - ci saranno Valeria Solarino, Vinicio Marchioni, Alessandro Haber ed il giovane Luigi Fedele. E se ancora una volta il set è la Toscana (la Villa di Dolciano nelle colline di Chiusi, Siena) al centro c’è la cucina, che, “controcorrente” alla tendenza che vede gli chef sempre più superstar, si riappropria della sua vera natura, come luogo di convivialità dove si sta insieme con piacere, si impara a fare squadra, e anche l’amicizia diventa un ingrediente per nutrire corpo e anima.

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