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“Veganuary” 2026, 2 milioni di italiani hanno mangiato plant-based a gennaio, il doppio del 2025

A dirlo le stime della campagna portata avanti nel Belpaese da Essere Animali. YouGov: è record di 30 milioni di partecipanti in 12 Paesi del mondo

L’alimentazione plant-based non è una tendenza passeggera, ma un fenomeno globale in continua espansione: la conferma arriva dal “Veganuary” 2026 che infrange ogni record con 30 milioni di persone che quest’anno, in tutto il mondo, hanno scelto di provare una dieta vegetale a gennaio, un risultato calcolato sulla base di sondaggi condotti online da YouGov in 12 Paesi - per un totale di 13.529 adulti, con campioni ponderati per rappresentare accuratamente le rispettive popolazioni - e, negli Stati Uniti, da Wakefield Research su 2.000 partecipanti. In Italia, dove il campione è composto da 1.063 adulti intervistati tra il 20 e il 22 gennaio e ponderati per rispecchiare la popolazione nazionale over 18, l’iniziativa segna una crescita significativa: da 1 milione di persone nel 2025 si passa a oltre 2 milioni di partecipanti secondo le stime demografiche indipendenti elaborate dalla campagna, portata avanti nel nostro Paese da Essere Animali.
Nel Belpaese, il “Veganuary” 2026 ha visto quest’anno un’ondata di iniziative: dai nuovi prodotti sugli scaffali ai menù speciali proposti da catene come Bar Atlantic, Panino Giusto e La Piadineria, fino alle offerte dei ristoranti indipendenti, da Giardì a Milano a Idem con Patate Bistrot a Torino, passando per Rifugio Romano a Roma, mentre supermercati come Aldi hanno aderito con una linea dedicata di prodotti vegani e promozioni valide per tutto il mese.
L’interesse crescente è stato amplificato da oltre 50 creator italiani e più di 1 milione di condivisioni social, a cui si sono aggiunti i ricettari creati da oltre 20 esperte di nutrizione e cucina vegetale - tra cui Silvia Goggi, Carlotta Perego, Verdiana Ramina e Carla Tomasini - che hanno accompagnato migliaia di persone nella scoperta della cucina plant-based.
Ma non solo online: cinque città italiane (Milano, Roma, Padova, Senigallia e Rende, in provincia di Cosenza) hanno ospitato cene divulgative che hanno registrato il tutto esaurito, dimostrando che l’interesse per il tema si traduce in partecipazione reale.
A livello internazionale il “Veganuary” si espande anche geograficamente, con l’ingresso di Islanda e Irlanda e con il debutto della challenge in hindi, rendendo accessibili contenuti e newsletter a milioni di persone in più.
“Si è parlato molto nei media di un presunto calo dell’interesse per il veganismo. Ma la storia che vale la pena raccontare è quella che si svolge nelle cucine, non nella sezione dei commenti sui social media. Milioni di persone hanno scelto di provare nuovi cibi e sperimentare questo gennaio, per se stesse, per gli animali e per il pianeta. “Veganuary” è ormai saldamente parte della cultura mainstream e la sua crescita continua è la prova di ciò che accade quando persone in tutto il mondo mettono in pratica in cucina scelte più compassionevoli. Crediamo che questo sia davvero qualcosa da celebrare e un segnale potente che mostra come le scelte alimentari consapevoli sono molto più di una moda passeggera”, ha detto, concludendo, Valentina Taglietti, responsabile alimentazione sostenibile Essere Animali.

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