Da oggi si apriranno i lavori del Vertice mondiale sulla sicurezza alimentare, organizzato per dare nuovo impulso alla lotta contro fame e malnutrizione che colpisce 1,02 miliardi di persone.
In apertura interverranno Papa Benedetto XVI, il segretario generale dell’Onu Ban Ki Moon e il direttore generale della Fao. Oltre 60 tra Capi di Stato e di Governo hanno assicurato la propria presenza a Roma. La Fao ha convocato il vertice nel tentativo di mobilitare la volontà politica necessaria per aumentare gli investimenti in agricoltura e dare nuovo vigore all’impegno internazionale di combattere la fame. Alla vigilia del Vertice, la Fao ha lanciato una campagna online www.1billionhungry.org, che esorta l’opinione pubblica mondiale a firmare un appello per eliminare la fame ed a fare un giorno di “sciopero della fame contro la fame” oggi o domani in solidarietà con tutti coloro che non hanno cibo a sufficienza.
“Oggi nel mondo ci sono oltre 1 miliardo di affamati e la fame genera rabbia, che è potenziale fonte di conflitti”, ha ricordato Diouf nei giorni scorsi. La ricetta della Fao si riassume nella formula “più risorse per l’agricoltura”, con un investimento nel settore rurale e agricolo di 44 miliardi di dollari all’anno, ossia quel 17% del totale degli Aiuti allo sviluppo (Oda) che, negli anni Ottanta, consentì all’India e ai Paesi dell’America Latina di risollevarsi dalla crisi alimentare con la “rivoluzione verde”.
Ma molti sono i dubbi sulla volontà politica di perseguire questo obiettivo: ieri il quotidiano dei vescovi “Avvenire” aveva titolato sul “rischio flop, tanto rumore per nulla?”, osservando che nella bozza finale non vi è menzione della cifra indicata da Diouf.
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