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GUERRA COMMERCIALE

Via libera ai dazi Ue sui prodotti Usa: occasione per riaprire il negoziato o pericolo scontro?

Dal Wto, il sì a 4 miliardi di dazi aggiuntivi, ma Bruxelles aspetta. E la Uiv teme l’escalation, che potrebbe mettere a rischio il vino italiano
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Boeing vs Airbus: capitolo chiuso?

Da oltre 15 anni Boeing ed Airbus, i colossi dell’aeronautica mondiale, sono al centro dello scontro tra Usa e Unione Europea. L’accusa, reciproca, è di aver usufruito indebitamente di fondi pubblici, alterando gli equilibri del mercato. Un capitolo chiuso ieri, ufficialmente, dalla Wto. Che dopo aver autorizzato giusto un anno fa gli Stati Uniti a imporre dazi punitivi per 7,5 miliardi di dollari sulle esportazioni dall’Unione Europea, ha autorizzato la Ue a imporre a sua volte dazi per 4 miliardi di dollari sulle merci Usa. Bruxelles, per ora, non ha fretta di muoversi. Preferirebbe aspettare le prossime elezioni per capire chi avrà di fronte e come intavolare una trattativa. Che, anche nelle intenzioni dell’Amministrazione Trump, potrebbe portare ad una schiarita tra i due giganti. Chi getta benzina sul fuoco, al contrario, è il rappresentante al commercio americano, Robert Lightsizer, che ha minacciato una “risposta degli Usa” nel caso in cui l’Unione Europea dove imporre, come nel suo pieno diritto, dazi sulle merci importate dagli Stati Uniti.
Dall’Italia, che fin qui è stata solo sfiorata dalla scure a stelle e strisce, è arrivata ieri la reazione, conciliante e ottimista, della Confagricoltura. Come sottolinea il presidente Massimiliano Giansanti,
“la pronuncia del Wto rafforza la posizione dell’Unione, ma l’obiettivo di fondo resta, a nostro avviso, invariato. È indispensabile negoziare con gli Stati Uniti un accordo per mettere fine a una disputa che coinvolge in modo assolutamente ingiustificato il settore agroalimentare. L’inasprimento delle tensioni commerciali sarebbe dannoso per tutti, a maggior ragione nell’attuale fase di crisi economica innescata dalla pandemia”.
Dal mondo del vino, arriva invece la lettura del segretario generale di Unione italiana vini (Uiv), Paolo Castelletti, che sottolinea invece i rischi connessi alla sentenza del Wto. “La sentenza ufficializzata ieri dal Wto in merito ai sussidi illegali Boeing da parte degli Stati Uniti rischia paradossalmente di rivelarsi in un boomerang per il vino made in Italy, se non si dovesse trovare una soluzione negoziata. Unione italiana vini confida perciò nel buon senso dell’Ue e dell’Italia nel ritenere opportuno attendere lo svolgimento delle elezioni americane e soprattutto chiede di mantenere agricoltura e vino fuori dalla lista dei prodotti statunitensi da sanzionare, attesa entro la fine di questo mese. Il pericolo di ritorsione americana su questi comparti - e quindi sui vini italiani - è allo stato dell’arte più che probabile”.

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