02-Planeta_manchette_175x100
Allegrini 2018
MADE IN ITALY

Vietato evocarlo, piena tutela per l’Aceto Balsamico di Modena che vince la sua battaglia

Ci ha pensato la Commissione Europea a fare chiarezza con una importante precisazione che riguarda i prodotti Dop e Igp
ACETO BALSAMICO, ACETO BALSAMICO DI MODENA, TUTELA, UE, Non Solo Vino
La magia dell'Aceto Balsamico di Modena, oggi con maggiore tutela per l'Igp e per il Tradizionale Dop

Ci pensa la Commissione Europea a fare chiarezza: piena tutela per l’Aceto Balsamico di Modena Igp che, al pari di tutte le altre Dop ed Igp europee, è pienamente tutelato dai casi di evocazione. A specificare il significato del pronunciamento della Corte di Giustizia dell’Unione Europea del 5 dicembre 2019, che lasciava spazio a dubbie interpretazioni, ci ha pensato il Commissario europeo all’Agricoltura, Janusz Wojciechowski, con una nota di precisazione chiara ed esplicita.
La necessità del chiarimento nasce, spiega il Consorzio di Tutela, “dopo l’emanazione da parte della Corte di Giustizia dell’Unione Europea della sentenza del 5 dicembre 2019 in merito alla tutela del termine “balsamico”. Il provvedimento della Corte, infatti, limitandosi a fornire una risposta estremamente formale e sintetica al quesito posto dal giudice tedesco, ha creato uno spazio di pericolosa ambiguità. Il tema oggetto del quesito era la tutela dei singoli termini delle denominazioni complesse, a cui i giudici comunitari hanno risposto affermando che i singoli termini non geografici della denominazione, considerati individualmente, non godono della stessa protezione assicurata alla denominazione nel suo complesso”.
Il fatto “che la Corte non abbia ribadito il principio noto della tutela nei confronti di eventuali casi di imitazione o evocazione”, ha portato vari commentatori a ipotizzare che la denominazione non godesse di alcuna tutela. La politica si è mossa a difesa di uno dei simboli del Made in Italy alimentare. “Anche in considerazione della rilevanza generale dell’argomento e la sua importanza per l’intero sistema di tutela dei prodotti Dop e Igp italiani ed europei, - afferma il direttore del Consorzio Federico Desimoni - l’intervento con cui l’onorevole Paolo De Castro ha chiesto un chiarimento alla Commissione Europea è stato di grande utilità perché ha permesso di far luce, a livello istituzionale sulla vicenda”. Qualche settimana fa, in risposta alla richiesta inviata da De Castro, la direzione generale Agri della Commissione Europea ha emanato una nota di precisazione con cui chiarisce che la pronuncia della Corte di Giustizia dell’Unione riguarda esclusivamente il tema della tutela diretta delle denominazioni e non anche quella dell’evocazione e quindi che nei confronti di quest’ultima fattispecie anche l’Aceto Balsamico di Modena gode di piena tutela. “La vicenda - specifica De Castro - riguarda non solo il prodotto coinvolto, ma, potenzialmente, tutti i prodotti Dop e Igp e, proprio per questo, ho ritenuto necessario promuovere un approfondimento a livello istituzionale che potesse divenire un riferimento anche per i giudici nazionali per una corretta applicazione del pronunciamento della Corte. Entrando nel merito della questione, ritengo di fondamentale importanza che la Commissione abbia confermato il principio secondo cui la tutela contro i casi di evocazione prescinde dalla tutela riconosciuta ai singoli termini utilizzati dagli imitatori e sia invece riferita alla percezione del consumatore che, in fondo, è la vittima troppo spesso dimentica di frodi e contraffazioni”.
Il risultato, per Mariangela Grosoli, Presidente del Consorzio è che “grazie a questo importante intervento dell’onorevole De Castro e ovviamente alla pronta risposta della Commissione Europea viene ribadito che la denominazione Aceto Balsamico di Modena gode, come tutte le altre Dop e Igp, della piena tutela contro i casi di evocazione e viene salvaguardato il principio, statuito dalla Corte di Giustizia della “tutela allargata” di questi prodotti che rappresentano per eccellenza la qualità italiana ed europea”. Una difesa nei confronti di tutti quei prodotti che, utilizzando in etichetta o nella presentazione una parte della denominazione tutelata, oppure parole o segni in grado di stabilire una somiglianza visiva o fonetica o una vicinanza concettuale alla denominazione registrata, spingano il consumatore ad assumere il prodotto tutelato come immagine di riferimento.
Una vittoria anche per il consumatore che è la vera vittima di contraffazioni, imitazioni ed evocazioni che vengono utilizzate come strategia concorrenziale e sleale per cercare di competere con la qualità degli autentici prodotti Dop e Igp
.

Copyright © 2000/2020


Contatti: info@winenews.it
Seguici anche su Twitter: @WineNewsIt
Seguici anche su Facebook: @winenewsit


Questo articolo è tratto dall'archivio di WineNews - Tutti i diritti riservati - Copyright © 2000/2020

Altri articoli