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Vinexpo, è già tempo di bilanci. I buyer asiatici superano gli americani, ma a far rumore, tra aziende, territori e wine merchant, sono le assenze francesi. Deglise: “il caldo ci ha penalizzato, un cambio di date diventa fondamentale”

Italia
Il direttore generale di Vinexpo, Guillaume Deglise

“È una grande edizione!”. Il commento, lapidario, sul Vinexpo che chiude oggi i battenti a Bordeaux è del direttore generale del salone del vino francese, Guillaume Deglise, che ricorda il grande successo, in termini numerici, dei Paesi partecipanti (150), dimenticando, forse, qualche criticità. Innanzitutto, è evidente come tra trader e buyer siano gli asiatici la componente maggioritaria, mentre gli americani latitano, e anche dalla Vecchia Europa è arrivata qualche importante defezione, come ha ammesso, in conferenza, lo stesso dg Deglise, parlando di “mercati chiave per il commercio enoico, come Germania, Belgio e Gran Bretagna: dobbiamo convincerli che Vinexpo è un appuntamento importante ed interessante”. Che, però, non convince appieno neanche i produttori di Francia, vista l’assenza di denominazioni e marchi decisamente importanti del tessuto produttivo e di immagine d’Oltralpe. E non è una novità che gli Châteaux di Bordeaux invitino personalmente i grandi buyer in azienda, creando, volenti o nolenti, qualche imbarazzo al salone.

Ma il vero protagonista di Vinexpo, meno atteso ma certo non imprevedibile a giugno, è stato il caldo, ed a dirlo non sono solo gli operatori ed i giornalisti ma anche il dg Guillaume Deglise, che a WineNews ha ribadisce la “bomba” lanciata in conferenza: un cambio di data che, se confermato, potrebbe sparigliare il calendario dei grandi eventi fieristici del vino d’Europa, spostando Vinexpo nel periodo gennaio-maggio (impensabile un posticipo). Storicamente, infatti, l’appuntamento con Vinexpo (biennale, ndr) arriva dopo la ProWein di Dusseldorf (a marzo) ed al Vinitaly di Verona (ad aprile). E allora, un’ipotesi plausibile “rischia” di essere l’accorpamento con la grande, e partecipatissima, en primeur di Bordeaux, che quest’anno è iniziata il 3 aprile, giusto una settimana prima di Vinitaly. Una alternativa potrebbe anche essere un anticipo delle date, magari a febbraio, per evitare sovrapposizioni e “guerre” con i due grandi competitor, ma che rischierebbe, comunque, di creare qualche grattacapo al più antico dei saloni del vino del mondo, l’italiano Vinitaly ...

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