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“Wine Paris & Vinexpo Paris”, in agenda masterclass e tavole rotonde tra calici e mercati

Dal 14 al 16 febbraio il mondo del vino si ritrova dopo due anni di pandemia: tanta Italia, ma anche dati, tendenze e i temi caldi del mondo enoico
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Wine Paris & Vinexpo Paris a Parigi, dal 14 al 16 febbraio

Manca meno di una settimana a Wine Paris & Vinexpo Paris”, appuntamento fortemente voluto dal mondo del vino e dalle istituzioni francesi che, dal 14 al 16 febbraio, riporterà sotto lo stesso tetto (quello di Paris Expo Porte de Versailles, il più grande nel cuore di una capitale europea) produttori, buyer, esportatori, importatori e giornalisti da tutto il mondo, a due anni dall’inizio della pandemia. L’appuntamento parigino, così, assume un significato enorme, proprio nel momento che segna il drastico calo dei contagi (la Francia ha registrato ieri 155.439 nuovi casi, meno di un terzo di due settimane fa) e i primi segnali dell’atteso ritorno alla normalità (dal 2 febbraio via le mascherine all’aperto e capienza al 100% in stadi e teatri). E, al di là dei numeri, che parlano di 2.800 espositori e 20.000 visitatori da 32 Paesi, “Wine Paris & Vinexpo Paris” ospiterà un ricco programma di conferenze e masterclass (WineNews avrà due collaboratori in fiera, ndr), che mette al centro il futuro del vino e nel bicchiere territori di ogni angolo del mondo e vecchie annate di grandi vini, con l’esclusiva cena del 13 febbraio sulla Senna organizzata dall’associazione “La Jurade de Saint-Emilion”.

Dietro alla Francia, ovviamente primo espositore, c’è l’Italia, che, grazie al lavoro di Agenzia Ice - Istituto per il Commercio Estero, sarà a Parigi con tante sue aziende e dei suoi Consorzi più rappresentativi, tra cui Andreola, Allegrini, Bellavista, Bellussi Spumanti, Bonacchi, Botter, Carpineto, Castello di Montepò (Jacopo Biondi Santi), Coppi, Fantini Group, Feudi di San Gregorio, Fontanafredda, Feudi di Romans, Garofoli, Gruppo Italiano Vini - Giv, I Fabbri, Italian Signature Academy, La Guardiense, Le Monde, Loacker, Luca Ferraris, Frescobaldi, Michele Chiarlo, Montelvini, Monte del Frà, Pasqua, Paladin, Piccini, Pian dell’Orino, Planeta, Podere il Carnasciale, Ruggeri, Santero, Settesoli, Serena Wines, Silvio Carta, Stefania Pepe, Tenuta del Buonamico, Tenuta Lamborghini, Torrevento, Umberto Cesari, Valdo Spumanti, Villa Sandi, ed i Consorzi del Prosecco Doc e del Conegliano Valdobbiadene Prosecco Superiore Docg, del Chianti Classico e del Morellino di Scansano, il Consorzio Vini delle Venezie ed il Consorzio del Chianti, ed il Consorzio di Tutela Vini d’Abruzzo.

Ed è proprio con la masterclass su “Prosecco Doc e Prosecco Doc Rosé: due espressioni e un’anima. Un viaggio nel mondo dei sogni” che si apre l’agenda del primo giorno di “Wine Paris & Vinexpo Paris”, il 14 febbraio: nel bicchiere Astoria, De Stefani, La Marca, Le Contesse e Montelvini. Spazio, quindi, ai vini del Friuli Venezia-Giulia, con la degustazione firmata da Ersa - Agenzia Regionale per lo Sviluppo Rurale. Un altro appuntamento da non perdere, è quello con l’annata 2019 di Bordeaux, presentata in più di 100 Grands Crus dall’Union des Grands Crus de Bordeaux. Si parlerà di mercati, di come si siano adattati ai cambiamenti imposti dalla pandemia e di come cambieranno, in “Understanding wine trends and the drivers of future consumption”, dove l’Iwsr svelerà i trend che guideranno il futuro dell’industria enoica. Domanda interessante quella a cui risponderà l’healthy chef e patologo americano Nancy Waldeck, in “Getting a better understanding of American wine consumers: what do Americans Really think about wine?”, partendo da un presupposto spesso poco considerato, ossia la considerazione che i consumatori americani hanno del vino, inteso come bevanda, e non come cibo, a differenza di quanto fanno, ad esempio, francesi ed italiani. Anche la comunicazione cerca nuove vie e reinterpretazioni capaci di raggiungere le giovani generazioni, animate da interessi e guidate da convenzioni, pratiche e principi che l’industria del vino indagherà nell’incontro “New generations and new cues. How are wine communications reinventing themselves?”. A seguire, l’agenzia di comunicazione del vino più importante di Francia, Sowine, presenta i suoi “Trends - An analysis of major social trends and responding to new consumer expectations”.

Il 15 febbraio, a portare il meglio dell’Italia enoica nei calici sarà il Gambero Rosso, prima con “The Best of the Best, Special Awarded Wines in Vini d’Italia Wine Guide 2022”, i 12 vini premiati dalla guida presentati dal direttore Marco Sabellico e da Lorenzo Ruggeri, quindi con una grande selezione dei “Tre Bicchieri” 2022, nella tradizionale “Tre Bicchieri Experience - Paris”. Da non perdere anche la grande degustazione dello Champagne Vollereaux Cuvée Tradition 1990 in magnum. Degustazioni reali, fisiche, come mancavano da tanto, che offrono lo spunto per un’altra domanda: può la degustazione da remoto essere vissuta allo stesso modo, ossia come un’occasione di condivisione e socializzazione attraverso lo schermo? La risposta nella tavola rotonda “The new digital tools promoting a better understanding of wine”.

Tra numeri e dati sull’export dei vini di Francia nel 2021, ed un primo outlook sul 2022, la Fevs - Fédération des Exportateurs de Vins & Spiritueux presenta il suo ultimo bilancio. Con un occhio, interessatissimo anche dal fronte italiano, al mercato della Gran Bretagna, sotto la lente della tavola rotonda “Will the proposed new excise duties in the UK make wine unaffordable?”, animata da Miles Beale, chief executive della Wine & Spirits Trade Association e Hal Wilson, managing director di Cambridge Wine Merchants, sugli effetti che le accise sul vino avranno sulle importazioni. Altro appuntamento con la tecnologia e le sue infinite possibilità è quello con “E-commerce, online exhibitions and new virtual experiences - what can we expect in 2022?”, dove interverrà Lionel Cuenca, managing director di IdealWine, tra le piattaforme di e-commerce più importanti al mondo.

Il vino di domani, però, esattamente come avviene da millenni, nascerà ancora e prima di tutto in vigna, perciò è importante indagare “The future of viticulture”, incontro cui interverranno il wine writer Jamie Goode, la direttrice della Fédération Nationale Terra Vitis Anne Laure Ferroir e i viticoltori Marc Thibault e Gerard Bertrand. Un altro settore importante, legato a doppio filo al vino, è quindi quello dell’ospitalità, messa in ginocchio dalla pandemia e protagonista di una conferenza in due parti (la seconda parte il 16 febbraio, ndr): “The hospitality industry post-Covid. What are the new wine consumption trends? New usages? New expectations?” organizzata dal distributore di bevande e servizi per l’industria dell’ospitalità France Boissons.

L’ultimo giorno di “Wine Paris & Vinexpo Paris”, il 16 febbraio, riserva a giornalisti ed operatori l’esclusiva degustazione di tre annate - che finiscono con il 9 - di Château d’Yquem, la 1989, la 1999 e la 2009, preludio all’ultima arrivata in commercio, la 2019. Da segnalare, infine, la tavola rotonda sul futuro del vino ed il suo legame con la tradizione, al centro di “Is tradition still the future of wine?”, con Samuel Montgermont, presidente di Vin & Société, Bruno Kessler, presidente dell’associazione nazionale marketing per “Vins De France” e Vladimir Kauffmann, direttore editoriale de la “Revue Vinicole Internationale”, e “Is it the end for glass wine bottles?”, la tavola rotonda su una tendenza sempre più rilevante, che mira, dagli Usa alla Gran Bretagna, a superare l’uso delle bottiglie più pesanti, e a puntare su packaging più leggeri, almeno per i vini di bassa gamma.

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