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Il Piemonte saluta una vendemmia 2018 abbondante e da “4 stelle”, tra l’ottimo e l’eccellente

I dati di Piemonte Anteprima Vendemmia by Vignaioli Piemontesi e Regione. Nebbiolo, Pelaverga e Cortese le uve migliori per qualità
PIEMONTE, VENDEMMIA, VIGNAIOLI DEL PIEMONTE, Italia
Vendemmia 2018 da 4 stelle in Piemonte, Nebbiolo al top per qualità

Regione tra le più prestigiose al mondo per i suoi grandi vini, il Piemonte, in vista delle feste di fine anno, saluta una vendemmia 2018 ben più abbondante della 2017, e con una qualità da “4 Stelle”, tra l’ottimo e l’eccellente, secondo l’analisi fatta da enologi, agronomi e giornalisti di settore in Piemonte Anteprima Vendemmia 2018, l’annuale pubblicazione curata da Vignaioli Piemontesi e Regione Piemonte, che dal 1992 raccolgono i dati di uno dei comparti più importanti dell’economia regionale.
Un’annata che, nonostante un clima complesso, con un’estate molto piovosa, è stata “miracolosa, dove il rapporto tra la quantità eccezionale delle uve e la loro qualità è tra i migliori delle ultime annate. Probabilmente il migliore in assoluto tra le vendemmie dal 2000”.
Nel dettaglio, la produzione di vino è stata di poco più di 2,5 milioni di ettolitri (+30% sul 2017), e dalle analisi e valutazioni svolte costantemente dal Servizio Tecnico di Vignaioli Piemontesi, coordinato da Daniela Tornato e Michele Vigasio e dall’enologo Giampiero Gerbi, molti vitigni sono collocati in vetta della classifica della qualità. Il risultato migliore è per il vitigno principe della Regione, il Nebbiolo di Langhe e Roero, poi Pelaverga di Verduno e il Cortese zona Gavi, che si aggiudicano quasi l’eccellenza (quattro stelle e mezzo). Seguono con 4 stelle Barbera, Grignolino, Freisa, Arneis, Erbaluce, Favorita, Vespolina, Chardonnay.

Un dato incoraggiante per le 18.000 aziende vitivinicole del Piemonte, che si prendono cura di 44.449 ettari vitati, generando un export vicino al miliardo di euro, e che interessa il 60% del vino prodotto in Piemonte, che finisce al 70% nei Paesi comunitari ed al 30% extra Ue, soprattutto in Germania, Gran Bretagna, Usa, Francia, Russia, Spagna, Svizzera e Giappone, anche grazie al supporto alla promozione dei fondi Ocm vino, per cui la ragione ha stanziato oltre 10 milioni per la campagna 2017-2018.
Con una curiosità: il 33% della produzione vitivinicola in Piemonte arriva dal mondo della cooperazione (37 cantine cooperative piemontesi sono associate e rappresentate da Vignaioli Piemontesi con 6.242 aziende vitivinicole).
“La vendemmia 2018 - dichiara Giorgio Ferrero, Assessore all’Agricoltura della Regione Piemonte - conferma la qualità della vitivinicoltura piemontese e le sue caratteristiche quasi uniche che ne fanno una delle realtà importanti nel panorama internazionale. È una viticoltura caratterizzata dal territorio collinare, come dimostrano ad esempio i paesaggi vitivinicoli tutelati dall’Unesco di Langhe, Roero e Monferrato. Un territorio in molti casi in forte pendenza in cui il lavoro manuale ha ancora un ruolo centrale. La nostra è una viticoltura votata alla qualità e all’export, che gioca una parte molto significativa nell’economia non solo agricola, ma anche regionale e nazionale”.
“È stata l’annata del viticoltore professionista - dice il presidente di Vignaioli Piemontesi, Giulio Porzio - il vino si fa in vigna e chi ha saputo gestire bene il vigneto, ha vendemmiato ottime uve. Mi piace pensare che, nella vendemmia 2018, il viticoltore è ritornato il vero protagonista della qualità. Dobbiamo tornare a parlare di reddito perché vuol dire giovani che restano e lavorano la terra”.

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