02-Planeta_manchette_175x100
Consorzio Collio 2024 (175x100)
L’INIZIATIVA

Vino e acquisizioni, nasce “Vineyards”, per assistere le aziende nella valutazione e nei passaggi

Il progetto guidato dallo Studio Giuri di Firenze. Marco Giuri: “valutiamo tutti gli asset. Dietro ogni azienda c’è una storia di persone e d’impresa”

Nel mondo che sarà dopo la pandemia, la competizione, anche nel mondo del vino, come dicono tutte le analisi, sarà sempre più forti. Per affrontare i mercati, alle imprese, servirà sempre più solidità, maggiori risorse, più chiarezza nei propri obiettivi. E anche per questo, come abbiamo raccontato spesso, è facile immaginare la crescita ulteriore di quel fenomeno di “merger & acquisition”, o in altre parole di fusioni e acquisizioni, che ha già riempito le cronache recenti di acquisizioni o ingressi nel capitale di cantine e aziende da parte di altri player del vino italiani e stranieri, ma anche da parte di fondi di investimento, società di capitale, banche e gruppi assicurativi. Ed è in questo contesto che nasce il progetto “Vineyards”, una piattaforma di consulenza a 360 gradi per le imprese per gestire operazioni e passaggi guardando alla massimizzazione dei valori, e alla tutela delle storie imprenditoriali che ci sono dietro ogni azienda e ogni cantina. A guidare un team multidisciplinare fatto di avvocati, commercialisti, enologi, agronomi, architetti e non solo, capaci di valutare a fondo ognuno degli asset che compone il valore di una cantina, sarà lo studio Giuri di Firenze, realtà di riferimento quando si parla di normative e non solo sul vino, guidato dall’avvocato Marco Giuri. Che, a WineNews, spiega: “il progetto “Vineyards” nasce per rispondere ad un vuoto, ad un’esigenza concreta delle realtà del vino; valorizzare al massimo la propria azienda tanto nelle cessioni che nelle acquisizioni. Nel grande interesse che c’è per il made in Italy nel vino, mancava un soggetto di riferimento, fatto da professionisti, che sia in grado di accompagnare le aziende in operazioni che sono vitali. Che vanno dalla valutazione del valore dell’azienda, considerando tutti gli asset, fino alla concreta operazione di acquisizione o vendita, ma anche nel fornire un’attività di consulenza per massimizzare il valore stesso, per aiutare l’imprenditore nel processo. È un servizio di assistenza a 360 gradi che mette a disposizione un team di professionisti che lavorano nel settore del vino da tanti anni, e che va dall’avvocato al commercialista, dall’enologo all’agronomo, all’architetto, per aiutare l’azienda a capire il suo valore. Lavorando con valori guida come trasparenza, affidabilità, l’onestà ed etica del lavoro”. Un progetto che, come detto, si innesta in un filone, quello di acquisizioni e fusioni nel mondo del vino, che già aveva subito un’accelerazione in era pre pandemia, e che con ogni probabilità sarà ancora più intenso nei prossimi mesi.
“È così. Questa idea su cui stavamo lavorando da tempo nasce da stimoli che arrivano dall’esterno. Avendo anche relazioni internazionali con studi di avvocati e commercialisti che lavorano in questo settore, vediamo che un grande fermento anche all’estero, da parte di studi professionali, banche e fondi di investimento interessati al made in Italy del vino. I prossimi 3-4 anni saranno molto interessanti sotto questo profilo. E la cosa altrettanto interessante è che si può pensare a soluzioni o di passaggio di proprietà, o alternative alla classica vendita in blocco dell’azienda: dalla cessione parziale o temporanea, a sistemi di cogestione, di supporto finanziario, fino alla possibilità di mantenere una posizione di amministrazione o direzione da parte della proprietà che cede l’azienda. Ci sono tanti strumenti interessanti per far proseguire una storia, perchè dietro a tutte le aziende c’è una storia personale e familiare, e questo non si deve mai dimenticarlo”.
Fino ad oggi, le operazioni più frequenti e più importanti, sono arrivate nei territori più blasonati d’Italia: dalle Langhe di Barolo e Barbaresco alla Toscana del Brunello di Montalcino, di Bolgheri e del Chianti Classico, passando per il Veneto della Valpolicella e del Prosecco. E nell’immediato futuro lo scenario sarà più o meno questo.
“Dal nostro osservatorio si conferma l’interesse primario per i territori classici, e Montalcino, Langhe e Bolgheri sono quelli maggiormente richiesti. Ma sta nascendo interesse anche su zone che hanno valori diversi, in particolare Sardegna e Marche, quindi si va verso uno scenario anche più articolato. Molto ovviamente, al di là delle case history delle singole aziende, dipenderà anche da come si muoveranno i territori nella valorizzazione dei prodotti e nella comunicazione in futuro, in Italia e soprattutto all’estero”.
Come detto, sono tanti gli asset che fanno il valore di un’azienda, come il brand, la storia, le strutture, il prestigio del territorio, il successo sul mercato del vino e, ovviamente, il valore dei vigneti. Valori che, come sottolineato spesso, variano anche di tanto non solo in base alla denominazione, ma anche a tante altre condizioni, come l’esposizione, la contiguità rispetto ad altri già di proprietà dell’acquirente e così via. Eppure, avere dei valori di riferimento realistici e costantemente aggiornati, sarebbe importante. “È fondamentale che si crei un osservatorio che possa dare valori reale al valore dei terreni - spiega Giuri - è una delle aspirazioni di questo progetto, per dare informazioni reali basate sulle esperienze dei professionisti coinvolti, aggiornate e periodiche. È uno degli obiettivi di questo progetto”.

Copyright © 2000/2024


Contatti: info@winenews.it
Seguici anche su Twitter: @WineNewsIt
Seguici anche su Facebook: @winenewsit


Questo articolo è tratto dall'archivio di WineNews - Tutti i diritti riservati - Copyright © 2000/2024

Altri articoli