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ANALISI

Tasca d’Almerita, le pratiche non sostenibili in vigna e cantina nel “Report di Insostenibilità”

Dai trattori a gasolio ai legacci in plastica: l’auto-esame della griffe siciliana nell’edizione n. 10 del “Rapporto Annuale di Sostenibilità”

Perché lodarsi, con un bilancio di sostenibilità che sottolinea quanto di buono si è fatto in cantina e in vigna, quando di strada da fare ce n’è ancora tantissima, ed i problemi in cerca di una soluzione ben di più di quelli risolti sin qui? Sono le domande, a metà tra la provocazione e una profonda e sana autocritica, che hanno ispirato la griffe del vino siciliano Tasca d’Almerita, nell’anno dell’edizione n. 10 del suo “Rapporto Annuale di Sostenibilità”, a presentare il primo “Report di Insostenibilità” mai realizzato da un’azienda. I punti evidenziati vanno dall’uso del gasolio per le macchine agricole, perché quelle ad idrogeno hanno costi troppo elevati, all’utilizzo di legacci in plastica per reggere la vite al posto di quelli in rafia, più costosi e meno resistenti. All’interno del Report, trovano spazio anche le problematiche legate al trasporto delle bottiglie e agli imballaggi, annose questioni del settore che ancora aspettano una soluzione.

Un cambio di paradigma iniziato oltre dodici anni fa e sempre in costante evoluzione. Infatti, anche se oggi parlare di sostenibilità è all’ordine del giorno, nel 2009, quando Tasca d’Almerita decise di creare le basi per lo sviluppo di SOStain - il primo programma green per la viticoltura siciliana - non era così. “Attraverso questo auto-esame, abbiamo rilevato un elenco di pratiche non sostenibili che siamo ancora costretti a mettere in atto perché non siamo riusciti a trovare una soluzione alternativa o sostenibile economicamente”, dice Alberto Tasca, ottava generazione alla guida della cantina siciliana. “Un modo per condividere i risultati raggiunti ma anche le debolezze riscontrate affinché si possa trovare una soluzione condivisa da tutta la filiera, guardando il processo da un punto di vista diverso”.

Il concetto alla base di questo ragionamento è quello del miglioramento continuo, “perché la sostenibilità - continua Alberto Tasca - non è un punto di arrivo ma una direzione verso cui tendere attraverso piccole, grandi sfide quotidiane. C’è un termine giapponese che mi piace molto e che traduce perfettamente la nostra filosofia e il nostro approccio al lavoro: Kaizen, un miglioramento costante dei processi, attraverso una strategia che procede per piccoli passi, giorno dopo giorno, e che incoraggia anche minimi cambiamenti che complessivamente poi producono un miglioramento dell’intera organizzazione. Tutto nasce dall’esigenza di acquisire consapevolezza tramite misurazione - continua Alberto Tasca - ossia sapere esattamente che effetto ha ogni azione che compiamo in vigna, in cantina e in generale in tutta l’organizzazione. Uno studio che si spinge oltre gli aspetti prettamente legati alla produzione enologica e guarda anche alla complessità delle ricadute socioculturali sul territorio: come il benessere dei lavoratori, la salute dei consumatori, la valorizzazione del territorio

circostante e la conservazione delle risorse naturali.” Con la stessa filosofia e approccio al lavoro, Tasca d’Almerita ha presentato l’edizione n. 10 del Rapporto Annuale di Sostenibilità, che fotografa i dati raccolti nel 2020, mostrando le migliorie generate negli anni e offre non solo un quadro della realtà aziendale, ma anche uno spaccato della situazione in Sicilia, essendo le sue cinque tenute collocate nei territori più vocati alla viticoltura nella regione. La riduzione dell’impatto ambientale, come testimoniato dal Report, ha portato a numerosi risultati tangibili, ad esempio: oltre 1.300 tonnellate di Co2 in meno immesse in atmosfera negli ultimi due anni, pari alle emissioni assorbite da circa 28.000 alberi di arancio nell’arco di 10 anni; quasi 550.000 kWh di energia da fotovoltaico prodotta, che è come dire risparmiare l’equivalente dell’anidride carbonica liberata nell’atmosfera da un autobus che percorre 22.812 km; il traguardo di 1.724.000 bottiglie alleggerite dal 2011 ad oggi (+33% rispetto al 2018) con conseguente riduzione non solo delle emissioni, ma anche delle materie prime necessarie per fabbricare una bottiglia di vetro. E ancora, 21 posti di lavoro in più a tempo indeterminato creati negli ultimi 10 anni e molti progetti per lo sviluppo del territorio Sicilia (tra questi, per citarne alcuni, il Malvasia Day, Cogito, Palermo - Montecarlo).

Focus - L’impegno di Tasca d’Almerita ed i risultati raggiunti sin qui

L’impegno portato avanti da Tasca d’Almerita ha permesso inoltre di ottenere certificazioni e riconoscimenti legati alla sostenibilità. Nel 2017 è stata la prima azienda ad ottenere la certificazione VIVA - il programma di sostenibilità promosso dal Ministero della Transizione Ecologica. Nel 2019 l’autorevole magazine Usa “Wine Enthusiast” gli ha conferito il premio di “Cantina europea dell’anno”, proprio “in virtù dell’impegno assunto per la viticoltura sostenibile in Sicilia”. A questi traguardi si è aggiunto di recente il “Robert Parker Green Emblem 2021”, un riconoscimento attribuito a 24 cantine al mondo (3 in Italia) da uno dei più importanti critici del mondo enologico internazionale, la cui firma in Italia è Monica Larner. “La prima cantina siciliana che - secondo Robert Parker - ha dimostrato sforzi straordinari nella ricerca di pratiche agricole ed enologiche virtuose e che - al di là della certificazione - da sempre sostiene la protezione ambientale e la tutela della biodiversità”.

Una testimonianza concreta della rivoluzione culturale portata avanti da Tasca in Sicilia, è stata, nel giugno 2020, la costituzione insieme ad altri produttori locali della “Fondazione SOStain Sicilia”, di cui Alberto Tasca è presidente. Un laboratorio in cui si lavora alla riduzione dell’impatto sul territorio facendo sistema, in cui aziende “tecnicamente concorrenti” si confrontano su temi diversi (protezione della biodiversità, gestione sostenibile del vigneto, promozione del territorio etc.). Una collaborazione volta alla crescita reciproca e allo sviluppo di un modello applicabile a tutte le organizzazioni pubbliche e private, “per un’altra società, dove il valore dominante è il ben-essere anziché il benavere,” come auspica Alberto Tasca.

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