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VINO E COLLEZIONISMO

Aste, una collezione unica da 1.900 bottiglie di Barolo Borgogno sotto il martello da Finarte

Annate dal 1931 al 2014, all’incanto il 28 ottobre a Milano, con grandi verticali, che raccontano un pezzo di storia del Barolo e delle Langhe

Borgogno è un pezzo di storia del Barolo. E c’è di questa storia ne ha fatto un mito personale. Come il collezionista privato, italiano, che ha raccolto 1.900 bottiglie di Barolo della cantina fondata nel 1761 da Bartolomeo Borgogno, e dal 2008 sotto l’egida dalla famiglia Farinetti. Una collezione unica, la più grande mai vista dedicata alla cantina, di grande completezza, con annate come 1931, 1937, 1947, 1952, 1955, 1957, 1958, 1959 e poi tutte le annate prodotte senza tralasciarne nemmeno una fino alla 2014. E che ora andrà in asta sotto il martello della casa milanese Finarte, il 28 ottobre, a Milano (via Paolo Sarpi, che, per introdurre la straordinaria asta, il 13 ottobre ore 20, ha messo in scena una degustazione di Barolo Borgogno Riserva 1971, 1974, 1981 e Barolo Borgogno Docg 1995, guidata dal sommelier Ais, Nicola Bonera).
Tra i top lot, il n. 57, la verticale più ricca della collezione, 75 bottiglie che coprono il periodo dal 1931 a 2014: 1931, 1937, 1947, 1952, 1955, 1957, 1958 e tutte le annate prodotte a partire dalla 1961 ad eccezione della 1968. A fianco della versione Docg o Riserva presenta il raro cru dell’azienda chiamato “Barolo Storico” nelle annate 1988, 1989, 1990, 1996, 1998 e con continuità dalla 2000 alla 2012 (dall’annata 2004 il “Barolo Storico” assume il nome di “Vigna Liste”) e il prestigioso Cru Fossati nella splendida annata 2010. Con una stima di aggiudicazione che va dai 12.000 ai 24.000 euro. Ancora, oscilla in una forbice ipotetica tra 10.000 e 20.000 euro il lotto n. 27, verticale da 60 bottiglie che copre, anche in questo caso, il periodo dal 1931 a 2014: 1931, 1937, 1947, 1952, 1955, 1957, 1958 e tutte le annate prodotte a partire dalla 1961 ad eccezione della 1968, oltre al Cru “Barolo Storico” nelle annate 1988, 1989, 1990, 1996, 1998, 2000, 2001 e 2003, poi Vigna Liste dal 2004 al 2012.Solo alcuni dei grandissimi lotti che raccontano la storia del Barolo e di una delle sue cantine più longeve.
L’azienda è fondata nel 1761 da Bartolomeo Borgogno e dopo un secolo esatto il Barolo Borgogno viene bevuto al pranzo che celebra la nascita dello Stato Italiano. Nel 1908 viene servito al banchetto in onore dello Zar Nicola II Romanov al castello di Racconigi. Nel 1920 assume la guida dell’azienda Cesare Borgogno, che imprime un importante sviluppo commerciale avviando l’esportazione sui mercati esteri in Europa, Stati Uniti e Argentina; avvia una prassi che rimarrà nella storia dell’azienda: metà della produzione di Barolo Riserva viene lasciata ad affinare per 20 anni nella cantina dell’azienda prima di essere commercializzata. Nel 1955 l’Institute des Appellation d’origine intenta causa a Borgogno, accusando l’azienda di aver tratto il nome dalla Regione Francese della Borgogna. Il nome dell’azienda però resta lo stesso fino al 1967, quando diventa “Giacomo Borgogno e figli”. Alla morte di Cesare Borgogno nel 1968, la conduzione dell’azienda passa alla nipote Isa e al suo futuro marito Franco Boschis. Nel 1972, a Torino, in un’importante asta di vini storici, una bottiglia di Barolo Borgogno 1886 batte ogni record di valore mai raggiunto da un vino italiano con la straordinaria aggiudicazione per 530.000 lire. Nel 1984 la conduzione della cantina passa ai figli Cesare e Giorgio Boschis che la gestiscono fino all’acquisizione da parte della famiglia Farinetti, che avviene nel 2008.
Il nuovo impulso impresso dalla famiglia Farinetti si manifesta da subito con l’obiettivo di preservare le tradizioni storiche della cantina: nel 2009 viene ristrutturato l’edificio dell’azienda che recupera le sembianze storiche e nel 2013 viene ripresa l’antica tradizione della fermentazione dei vini in cemento; nel 2015 si avvia il percorso di conversione al biologico e nel 2016 una ristrutturazione delle cantine storiche riporta alla luce le più vecchie vasche in cemento. Anche l’estensione della vigna viene ampliata con l’acquisizione di 11,5 ettari che vanno ad aggiungersi ai 20 ettari storici e con il successivo affitto del prestigioso Cru dell’Annunziata. E ora un pezzo di questa lunga e unica storia finita in bottiglia, è a disposizione dei collezionisti e degli appassionati del mondo.

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