Dopo gli anticipi sempre più marcati registrati nei grandi territori del vino, dall’Italia alla Francia, dove il cambiamento climatico sta ridisegnando il calendario della vendemmia - come riportato recentemente da WineNews - il fenomeno coinvolge ormai anche l’Inghilterra, Paese approdato solo da pochi anni sulla scena vitivinicola internazionale, ma già costretto a fare i conti con raccolte sempre più precoci. A confermarlo è Bbc News, secondo cui Nyetimber, una delle più famose cantine inglesi produttrici di vino frizzante, affronta la vendemmia più anticipata della sua storia dopo un’estate segnata da caldo estremo, siccità e condizioni meteorologiche eccezionali. La raccolta delle uve nei vigneti di West Chiltington e Amberley ha preso il via il 14 settembre, 5 giorni prima rispetto al precedente record aziendale del 19 settembre 2018.
Dal 21 settembre 500 vendemmiatori entreranno poi in azione negli 11 vigneti della società distribuiti tra Kent, West Sussex e Hampshire. Ogni giorno verranno raccolte manualmente fino a 170 tonnellate di uva, una scelta indispensabile per preservare l’integrità dei grappoli destinati alla produzione di vini frizzanti di alta gamma. Il responsabile della vinificazione, Brad Greatrix, spiega che “la stagione presenta numerose criticità legate al caldo. Secondo l’enologo, anche precipitazioni limitate possono aumentare il rischio di danni e marciumi, perché dopo mesi di estrema siccità le viti stanno assorbendo rapidamente l’acqua disponibile, causando il rigonfiamento e talvolta la spaccatura degli acini. Per questo motivo il lavoro di selezione direttamente in vigneto sarà particolarmente accurato, con l’obiettivo di raccogliere soltanto i frutti migliori”.
Il monitoraggio delle condizioni meteo proseguirà nelle prossime settimane, in una stagione che conferma quanto la gestione del vigneto stia diventando sempre più complessa. Greatrix, alla sua vendemmia n. 20 con Nyetimber, sottolinea: “ogni annata presenta sfide differenti”, ma evidenzia che “le condizioni estreme vissute quest’anno hanno imposto uno sforzo di adattamento senza precedenti. All’inizio le gelate tardive di maggio avevano fatto temere una grande riduzione delle rese; successivamente, però, il caldo estivo ha favorito il recupero della produzione”.
Nel 2025 la raccolta era iniziata il 24 settembre, mentre tradizionalmente le operazioni si svolgevano a metà ottobre, un dato che evidenzia la rapidità con cui il calendario viticolo inglese sta cambiando. Secondo Greatrix, “estati più calde potrebbero aprire nuove opportunità per la produzione di vini fermi più promettenti, in particolare rossi, mentre per ottenere vini frizzanti di livello mondiale restano ideali le condizioni tipiche dell’estate inglese, con temperature intorno ai 20 gradi e precipitazioni regolari”.
Nyetimber prevede una produzione attorno a 2.500 tonnellate di uve nella vendemmia 2026, volume che potrebbe tradursi in oltre 1,5 milioni di bottiglie di vino frizzante. Anche la capo enologa Cherie Spriggs guarda alla stagione con aspettative elevate, definendola “un’altra annata senza precedenti”. Un’espressione che ben sintetizza la nuova normalità della viticoltura europea: dalle colline italiane e francesi fino ai vigneti dell’Inghilterra meridionale, il clima continua ad accelerare i tempi della vendemmia e a imporre nuove strategie di adattamento ai produttori di vino.
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