
Dagli arancini, che la “cammarera” Adelina “ci metteva due jornate sane sane a pripararli” ne “Gli arancini di Montalbano”, alle sarde a beccafico, da indigestione ne “Il ladro di merendine”, con il vino rosso che gli porta in dono suo padre, che produce, bevuto invece senza esagerare per non perdere la lucidità nelle indagini; dalla caponatina, che “sciavuròsa, colorita, abbondante, riempiva un piatto funnùto” con il “solito Corvo bianco” ne “La gita a Tindari”, alla Pasta ‘ncasciata di cui, ancora, è maestra Adelina, dalla cassata ai cannoli, “il cui segreto sono le mandorle”, dalla granita al caffè con panna ai mustazzoli con il Passito di Pantelleria, tutti piatti, insomma, che “chiamavano vino”, come racconta ne “Le ali della sfinge”. Tra i più grandi scrittori italiani del Novecento, e di tutti i tempi, amatissimo dai lettori di ogni età, ai quali ha regalato uno dei personaggi preferiti in assoluto dell’immaginario collettivo, come il Commissario Salvo Montalbano, Andrea Camilleri, gastronomo di assoluto valore, come il suo protagonista più famoso, in onore del quale nel 2025 si sono aperte le celebrazioni a 100 anni dalla nascita, il 6 settembre 1925 a Porto Empedocle, promosse dal Fondo Andrea Camilleri, ha raccontato al mondo il piacere della buona tavola e del vino proprio della cultura italiana, e, in particolare di quella siciliana. E lo ha fatto con dovizia di particolari da far venire l’acquolina in bocca, nonostante il dialetto siciliano stretto.
“La cucina siciliana è parte fondamentale della nostra cultura, perché siamo stati invasi da tanti popoli che ci hanno dato parte del loro amore per il loro cibo. La cucina araba vive in Sicilia, io non me ne rendevo conto finché non sono andata a Damasco o in Libano, e vedevo che si mangiavano gli stessi dolci. E vedevo il grande orgoglio della donna araba e della donna siciliana di portare a tavola un piatto che è sempre ben decorato: può essere un poco di prezzemolo, un poco di pepe rosso, un po’ di zucchero, ma c’è sempre il culto del bello oltre a quello del buono nella nostra cucina. E, se devo essere onesta, io non ho mai mangiato bene come nelle nostre case in Sicilia. In Sicilia si parla sempre del cibo, gli uomini come le donne. Se dovessi parlare della felicità del mangiare in Sicilia penso ad una bella fetta di cassata, questo dolce nostro siciliano, fatto con ricotta, pan di Spagna, e quella che noi chiamiamo pasta reale, bellissimo e dolce da morire, anche ingrassante, ma meraviglioso. Per me è andare in paradiso”, racconta la scrittrice siciliana Simonetta Agnello Hornby, ne “La Sicilia di Montalbano”, lo speciale di “Ulisse, il piacere della scoperta” di Alberto Angela per Rai Cultura che, nei giorni scorsi, su Rai 1 ha dato il via alle celebrazioni di “Camilleri 100”, con Luca Zingaretti in persona, l’amato Commissario in tv, in un omaggio della Rai per cui lo scrittore siciliano è stato uno dei volti più amati, lavorandovi per molti anni.
Tra le iniziative in programma, non poteva mancare l’editrice Sellerio che ripropone, in una nuova collana dedicata, una selezione dei romanzi di Camilleri: 12 libri, ognuno introdotto dalla lettura di alcuni dei più importanti scrittori italiani e non solo, da Antonio Manzini a Chiara Valerio, da Alessandro Barbero a Luciano Canfora, con la nuova veste grafica e le illustrazioni in copertina realizzate dal maestro Lorenzo Mattotti. I primi titoli, già in libreria sono “La forma dell’acqua”, “La rivoluzione della luna”, “La concessione del telefono”, “La strage dimenticata” e “La bolla di componenda”. “C’erano un tavolo da pranzo e quattro sedie in un angolo, un divano e due poltrone erano invece rivolte verso la vetrata, una credenza ottocentesca piena di bicchieri, piatti, bottiglie di vino e liquori, un televisore con videoregistratore”: era il 1994, Montalbano faceva la sua comparsa nel primo romanzo “La forma dell’acqua”, e il vino insieme al cibo era già protagonista nelle sue avventure e nelle più belle pagine di Andrea Camilleri. Vino che, oggi, insieme alla buona tavola, è l’orgoglio della Sicilia e dell’Italia.
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